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Carlo Verdone, via alle riprese del nuovo film "Si vive una volta sola"

Cinema

Andrea Cominetti

Accanto all'attore romano, un tris di stelle: Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora

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A poco più di un anno di distanza dal successo nelle sale italiane di «Benedetta Follia», Carlo Verdone torna sul set.

L’occasione è «Si vive una volta sola»: il nuovo film dell’attore e regista romano, che ne firma anche la sceneggiatura assieme a Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino.

Iniziate martedì 27 maggio nel quartiere Umbertino di Bari, le riprese toccheranno successivamente più o meno tutta la Puglia: da Monopoli a San Vito di Polignano, fino ad arrivare a Otranto e in provincia di Lecce (Castro, Sant'Andrea, Porto Badisco, Santa Cesarea Terme e Serrano).

Carlo Verdone: la trama di «Si vive una volta sola»

Al centro della storia, tre uomini e una donna: il Professor Umberto Gastaldi (Carlo Verdone) la strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta), l'anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo) e l’assistente del protagonista, Corrado Pezzella, interpretato da Max Tortora.

Da un lato un team di professionisti, esperti della medicina con pazienti di tutto rispetto tra cui persino il Papa, dall’altro un gruppo di maestri della beffa, totalmente maldestri nella vita privata.

Assieme i quattro intraprenderanno uno sconclusionato viaggio on the road verso il Sud d’Italia, incappando in un colpo di scena, che non solo renderà il viaggio un’ esperienza indimenticabile, ma strallogerà per sempre le loro esistenze.

Carlo Verdone: la trama di «Si vive una volta sola»

Un nuovo inizio, dunque, per l’attore che, lo scorso anno, ha festeggiato i 40 anni di carriera con un libro fotografico («Uno, dieci, cento Verdone» il titolo dell’opera) che, in cento istantanee, raccontano i suoi grandi successi.

«Questa colorata galleria fotografica è dedicata a mia madre Rossana, la prima persona che credette in Carletto come attore, incoraggiandomi ad affrontare il mio primo importante e terrorizzante spettacolo teatrale nel 1977 con un calcio nel sedere» ha ricordato Verdone.

«’Vai in scena, fregnone! Perché un giorno mi ringrazierai...'. E infatti non c'è giorno che non la ringrazi».