Aladdin, 5 buoni motivi per vedere il nuovo film Disney di Guy Ritchie

Dalla scelta dei protagonisti al budget stellare, che ha permesso a Guy Ritchie di fare le cose in grande

Aladdin, il cast del film Aladdin, il nuovo personaggio di Dalia

Appena uscita nelle sale italiane, la versione in live action di «Aladdin» (QUI, le foto della premiere) è la pellicola da andare assolutamente a vedere in questo periodo. Perché? Eccovi cinque più che valide ragioni.

I protagonisti

Sono i migliori possibili. E, in questo caso, non è un modo di dire, considerando che, per decidere chi avrebbe dovuto interpretare i ruoli di Aladdin e Jasmine, Disney ha provinato oltre duemila attori provenienti da ogni parte del mondo. Alla fine, la scelta è caduta su due quasi esordienti: Mena Massoud, nato in Egitto e cresciuto in Canada (a Toronto) e Naomi Scott, cantante e attrice di origini sud-asiatiche cresciuta nel Regno Unito (a Londra).

Gli effetti speciali


Sono tanti e di diverso tipo. Dalla performance capture, che registra movimenti e le espressioni facciali degli attori per applicarli in un secondo momento a un personaggio virtuale, fino alla «classica» animazione in computer grafica.

Le canzoni


Sono uno dei motivi per cui l’originale animato del 1992 è passato alla storia e torneranno tutti qui, pronte nuovamente a emozionarci. Non solo, perché il live action contiene un’ulteriore nuova canzone: «Speechless», cantata da Naomi Scott e composta da Alan Menken e dai parolieri di «La La Land».

Il personaggio di Dalia


Oltre a Speechless», tra le novità della pellicola c’è anche il personaggio di Dalia: amica oltreché ancella e consigliera fidata di Jasmine. Interpretato dall’attrice iraniana naturalizzata statunitense Nasim Pedrad, dovrebbe rappresentare il contraltare della principessa ed aiutarla a far emergere altre sfaccettature del proprio carattere.

Il budget

Stellare, che ha permesso a Guy Ritchie di fare le cose in grande. Basti pensare alla parata davanti al palazzo del Sultano, dove Aladdin veste i panni del principe Alì. Qui, il protagonista entra in scena a bordo di un cammello alto nove metri e costituito da 37.000 teste di fiori, con attorno 250 ballerini e oltre 200 comparse. Per loro, il costumista Michael Wilkinson e il suo dipartimento hanno dovuto creare da zero più di 200 costumi.