I cinque migliori film con protagonista Luca Marinelli

Inserire immagine
@Getty Images

Da «La solitudine dei numeri primi» di Saverio Costanzo a «Non essere cattivo» di Claudio Caligari: ecco i ruoli particolari dell'attore romano

Il momento d'oro di Luca Marinelli

È tra gli attori più interessanti del cosiddetto «nuovo cinema italiano», ma Luca Marinelli sembra non curarsene. Schivo, riservato, l’interprete - classe 1982, una formazione presso l’Accademia nazionale d'arte drammatica «Silvio D’Amico» - vive a Berlino, lontano dal clamore della sua Roma. Una scelta fatta per seguire il cuore («Cosa mi ha portato qui? Una signora» ha raccontato in diverse interviste), ma che sembra estremamente «da lui»: particolare, come i ruoli che ha scelto e avuto la possibilità d’interpretare finora.

La solitudine dei numeri primi

Diretto da Saverio Costanzo, nel 2010 debutta sul grande schermo ne «La solitudine dei numeri primi», trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Paolo Giordano. Qui, interpreta Mattia: prima bambino e poi uomo solitario, appassionato di matematica e con una sorella che ha una grave forma di ritardo mentale. A fargli da contraltare, Alba Rohrwacher, nei panni di Alice: figlia unica, che, dopo un incidente sugli sci, rimane zoppa.

Tutti i santi giorni


La seconda occasione per Marinelli è di due anni dopo e coincide con «Tutti i santi giorni», commedia musicale, nel senso che la musica è qui di primaria importanza, diretta da Paolo Virzì. Al centro, la storia d’amore tra il timido portiere notturno Guido e l’irrequieta Antonia (interpretata dalla cantautrice palermitana Thony), aspirante cantante impiegata in un autonoleggio. Nonostante le differenze evidenti, il loro amore sembra indistruttibile, fino a quando il pensiero ostinato di un figlio che non arriva spazza via tutto.

Non essere cattivo

Nel 2015 è protagonista dell’ultima opera di Claudio Caligari, «Non essere cattivo», ambientata nella periferia di Roma degli anni Novanta: luogo di edonismo, macchine di lusso e cocaina. In questo contesto, due ragazzi (Cesare e Vittorio, interpretato da un Alessandro Borghi quasi al debutto), fratelli più che amici, si sostengono a vicenda, ricercando una personale affermazione che sembra debba passare necessariamente per l’illegalità.

Lo chiamavano Jeeg Robot

Del 2015 è anche «Lo chiamavano Jeeg Robot», primo film italiano con supereroi e superpoteri, diretto dall’esordiente Gabriele Mainetti. Qui, un ladruncolo di periferia (un Claudio Santamaria mai così efficace), dopo essere entrato in contatto con una sostanza radioattiva, acquisisce dei superpoteri e decide di utilizzarli per combattere il crimine. Nel ruolo dell’antagonisti, appunto, Marinelli, che per il suo spietato Fabio Cannizzaro aka Zingaro vince il David di Donatello per il miglior attore non protagonista.

Fabrizio De André - Principe libero

Tre anni dopo l’attore è chiamato a dare il volto a uno dei cantautori più originali della tradizione Italiana: Fabrizio De André, all’interno del film «Principe libero». Una pellicola che, a partire dal rapimento del 27 agosto 1979, vuole essere una riflessione sulla vita privata e sulla carriera del cantautore.