Alessandro Borghi: la carriera e i suoi migliori film

Alessandro Borghi
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La carriera e i migliori film di Alessandro Borghi, il nuovo volto del cinema italiano

Dopo aver interpretato Stefano Cucchi nel discusso “Sulla mia pelle”, Alessandro Borghi torna al cinema con un film recitato tutto in latino antico, “Il primo Re” di Matteo Rovere. Con una carriera iniziata come stuntman, l’attore è oggi tra i volti più richiesti del cinema italiano e può vantare anche il titolo di primo “madrino” della storie della Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2017, infatti, al Lido è stata infranta una tradizione e si è deciso di affidare, per la prima volta, il ruolo di “padrone di casa” della 74a edizione del Festival.

Gli inizi e il successo

Nato a Roma nel 1986, Alessandro Borghi, comincia a lavorare a Cinecittà come stuntman e a partecipare con piccoli ruoli in alcune fiction televisive. Dopo un esordio al cinema con “Cinque” nel 2011, l’attore si fa notare con “Roma criminale” di Gianluca Petrazzi , film del 2013, dove interpreta l’ispettore di polizia Marco Lanzi. Nel 2015 è Aureliano Adami in “Suburra” di Sergio Sollima, dove lavora al fianco di Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Elio Germano. Per la sua interpretazione, riceve la candidatura ai David di Donatello come miglior attore non protagonista. Borghi interpreterà poi lo stesso personaggio anche nella serie tv tratta dal film. Nello stesso anno l’attore recita anche in “Non essere cattivo”, ultimo lungometraggio diretto da Claudio Caligari. Il film fa incetta di premi e Borghi viene nuovamente candidato ai David di Donatello come miglior attore protagonista. Sempre nel 2015, ottiene il riconoscimento come miglior attore e rivelazione dell'anno al Premio Internazionale "Vincenzo Crocitti". Nel 2017 è Luigi Tenco nel biopic francese “Dalida” di Lisa Azuelos.

Napoli velata

Sempre nel 2017, Alessandro Borghi è protagonista, con Giovanna Mezzogiorno, del film “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek. Nella pellicola, l’attore è Andrea, un giovane di cui si infatua la Mezzogiorno, un medico legale. Quando il ragazzo viene trovato morto, la donna comincia a indagare su di lui e scopre che ha un fratello gemello (interpretato dallo stesso Borghi). Anche per questo ruolo, l’attore ha ricevuto una candidatura ai David di Donatello. Un’altra candidatura ai David la riceve l’anno successivo, per il film “Fortunata” di Sergio Castellitto.

Sulla mia pelle

Nel 2018 Alessandro Borghi viene chiamato a interpretare uno dei ruoli più difficili e controversi di tutta la sua carriera. Il regista Alessio Cremonini lo sceglie, infatti, per interpretare Stefano Cucchi, il giovane geometra romano morto in un ospedale carcerario il 22 ottobre 2009, una settimana dopo essere stato arrestato per possesso di stupefacenti. “Sulla mia pelle” viene presentato in anteprima nazionale alla 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e viene accolto da un applauso durato 7 minuti. Oltre alla drammaticità della vicenda, a emozionare il pubblico è l’intensa interpretazione di Borghi, che si è calato completamente nella parte del giovane Cucchi, studiandone a fondo il modo di parlare e di muoversi. Il film si aggiudica il Premio Pasinetti speciale al film e ai migliori attori, il Premio Brian e il Premio FEDIC alla Mostra del cinema di Venezia.

Il Primo Re

L’ultimo film interpretato da Alessandro Borghi è “Il Primo Re”, di Matteo Rovere. La pellicola, uscita nelle sale il 31 gennaio 2019 può già essere considerato il progetto più ambizioso dell’anno. Ambientato nel 753 a.C., è la rivisitazione della storia di Romolo e Remo, interpretati da Alessio Lapice e Alessandro Borghi. La scelta del regista è stata quella di portare al cinema una storia che rievocasse quel periodo storico a partire dalla lingua: i dialoghi, infatti, sono tutti in latino antico. Non il latino che si studia al liceo, ma una forma ancora più arcaica, risalente al terzo secolo avanti Cristo. Una prova molto difficile per gli attori che, oltre all’apprendimento di un intero copione in una lingua sconosciuta, hanno anche dovuto interiorizzare il significato delle battute e restituirle attraverso le espressioni del viso e del corpo. Inoltre, per prepararsi al ruolo di Romolo e Remo, Alessio Lapice e Alessandro Borghi si sono esercitati per mesi nei combattimenti corpo a corpo e nell’uso di lance e spade.