Da Tenco ad Avicii, le morti maledette di cantanti e attori ventenni

Spettacolo

Pietro Adami

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Jimi Hendrix, Sid Vicious, Janis Joplin, Amy Winehouse. Sono solo alcune delle celebrità che hanno perso la vita molto giovani, travolte dall’onda del successo e della fama: chi per overdose, chi in un incidente d’auto e chi scegliendo il suicidio

Abuso di droghe e psicofarmaci, alcolismo, solitudine. Sono molte le celebrità che, nel corso della storia, sono state travolte dall’onda del successo e della fama. Alcune di loro non hanno retto l’urto, morendo giovani, all'apice della carriera: chi per overdose, chi in un incidente d’auto e chi togliendosi la vita. Per molte resta ancora il mistero sulle cause del decesso.

La morte di Amy Winehouse

L’ultima grande rockstar a morire giovanissima è Amy Winehouse, trovata senza vita nella sua casa di Londra il 23 luglio 2011. Cantautrice britannica di 27 anni, vincitrice di cinque Grammy Awards, lottava da tempo contro una drammatica dipendenza dall'alcol. Le cause ufficiali della morte non sono mai state comunicate. Quella dei 27 anni è un’età maledetta nel mondo della musica. Tanto che "Club 27" è un'espressione entrata nel linguaggio giornalistico, riferendosi ad alcuni artisti, in prevalenza cantanti rock, morti proprio a questa età.

Il club dei 27

Ventisette anni li aveva anche la regina del rock Janis Joplin quando fu trovata morta il 4 ottobre 1970 nella stanza di un motel di Hollywood. Secondo alcuni, più dell'alcol e dell'eroina, a ucciderla fu una profonda solitudine. E fu un altro hotel, il Samarkand di Londra, la tomba del signore dei chitarristi, Jimi Hendrix, trovato senza vita il 18 settembre 1970. Una morte forse dovuta a un cocktail di alcol e tranquillanti, ma sulla quale resta ancora l'ombra delle teorie sull'omicidio. Non sono chiare neanche le circostanze della scomparsa di Jim Morrison, leader dei Doors, trovato esanime il 3 luglio 1971 nella casa in cui alloggiava a Parigi. La versione ufficiale parla di un infarto per overdose nella vasca bagno, ma l'autopsia non fu mai eseguita. Aveva 27 anni anche il chitarrista dei Rolling Stones, Brian Jones, quando, il 3 luglio 1969, venne trovato sul fondo della piscina nella sua casa del Sussex, in Inghilterra. Oltre 20 anni dopo, l'8 aprile 1994, fu la volta di Kurt Cobain, leader dei Nirvana, morto nella serra della sua casa di Seattle. Anche lui schiavo dell'eroina, si suicidò con un colpo di fucile.

Da James Dean ad Avicii

Non solo 27enni. L’icona ribelle di Hollywood James Dean, protagonista della pellicola cult "Gioventù bruciata", morì nel 1955, a soli 24 anni, in un incidente d’auto in California a bordo della sua Porsche Spyder 550. Simbolo di ribellione era anche Sid Vicious, al secolo John Simon Ritchie, bassista dei Sex Pistols, la leggendaria band punk rock inglese: morì il 2 febbraio 1979 a causa di un’overdose di eroina a New York ad appena 21 anni. Era appena stato rilasciato dopo essere finito più volte in carcere rimanendo coinvolto nella morte della sua compagna Nancy Spungen. Sempre a New York, nel 2008 è stato trovato senza vita il 28enne Heath Ledger, a pochi mesi dall’uscita del film "Il cavaliere oscuro", in cui l’attore australiano interpretava magistralmente un Jocker che gli valse l’Oscar come migliore attore non protagonista. A ucciderlo un cocktail micidiale di valium e antistaminici, miscelati con due tipi di sonniferi: l’autopsia stabilì che era stata un’intossicazione accidentale di farmaci. Aveva 28 anni anche il dj e produttore Avicii, nome d’arte di Tim Bergling, morto suicida lo scorso 20 aprile 2018 mentre si trovava in Oman.

Il suicidio di Luigi Tenco

In Italia il caso più clamoroso è stato quello di Luigi Tenco, il cantautore cresciuto a Genova morto suicida a 28 anni durante il Festival di Sanremo del 1967. La sera del 26 gennaio Tenco salì sul palco dell’Ariston per cantare "Ciao amore ciao", che però non fu apprezzata né dal pubblico né dalla giuria, tanto che venne eliminata. Tenco fu ritrovato la mattina dopo nella sua camera d’albergo, ucciso da un colpo di pistola alla tempia. Accanto al corpo un biglietto, in cui il cantautore, sostenendo di aver voluto bene al pubblico italiano, dichiarava: "Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta".

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