Gerry Scotti compie 70 anni, storia e carriera di uno dei conduttori più amati

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Il conduttore pavese, all'anagrafe Virginio Scotti, è nato il 7 agosto 1956. Volto tra i più conosciuti della televisione italiana, ha guidato nel corso della sua carriera diversi programmi di successo, da "Chi vuol essere milionario?" a "Passaparola" e fino a "La ruota della fortuna"

Settant'anni e oltre quattro decenni trascorsi davanti alle telecamere. Compie 70 anni Gerry Scotti, nato il 7 agosto 1956 a Camporinaldo, frazione di Miradolo Terme in provincia di Pavia. Figlio unico e nome all'anagrafe Virginio Scotti, cresce in una famiglia di origini semplici con il padre Mario, operaio addetto alle rotative de Il Corriere della Sera, e la madre Adriana, casalinga. Il nome d'arte Gerry nasce soltanto più tardi, quando alcuni compagni gli affibbiano questo soprannome per scherzo. Dopo il trasferimento della famiglia a Milano, frequenta il liceo classico e si iscrive poi alla facoltà di Legge, non conseguendo però mai la laurea. 

Gli esordi in radio

Dopo una prima esperienza a Radio Hinterland Milano2, alla fine degli anni Settanta Scotti entra a far parte di Radio Milano International, dove conduce diverse rubriche dedicate agli annunci e al mercato dell'usato, fino a diventare una delle voci di riferimento dell'emittente grazie al programma La mezz'ora del fagiano. La svolta arriva nell'estate del 1982, quando Claudio Cecchetto lo convince a rinunciare a un'opportunità professionale negli Stati Uniti per entrare a Radio Deejay come prima voce dell'emittente. In quel periodo Scotti lavora anche nell'agenzia pubblicitaria McCann Erickson, ma sceglie di dedicarsi definitivamente allo spettacolo. L'esperienza a Radio Deejay gli apre inoltre le porte della televisione con DeeJay Television, contribuendo in modo decisivo alla sua popolarità. Nel 1988 lascia l'emittente per una breve parentesi a RDS. Dopo vent’anni torna nuovamente sulle frequenze radiofoniche, con programmi come Il quesito del fagiano, Sbanca 101, Regalo di compleanno, Smile e 101% in onda su R101, erede di Radio Milano International.

Il passaggio alla televisione

Il debutto televisivo di Gerry Scotti coincide con DeeJay Television, trasmissione musicale nata dall'esperienza a Radio Deejay che debutta nel 1983 su Italia 1 . Negli anni successivi, il conduttore amplia rapidamente il proprio raggio d'azione guidando programmi di intrattenimento come Candid Camera, Smile, Azzurro e Il gioco dei 9, affermandosi come uno dei nuovi volti di punta delle reti Mediaset.

Il successo a cavallo fra gli Anni Novanta e i Duemila

La consacrazione arriva nel 1999 con Passaparola, quiz del preserale che diventa uno dei maggiori successi di Canale 5 e rimane in onda per diversi anni. Poco dopo ottiene un altro enorme riscontro di pubblico con Chi vuol essere milionario?, versione italiana del celebre format internazionale destinata a diventare uno dei programmi simbolo della carriera di Gerry Scotti. Negli anni Duemila alterna quiz e varietà di grande ascolto, guidando trasmissioni come La Corrida, Paperissima e Striscia la notizia, oltre a partecipare come protagonista in fiction e film per la televisione. In questo periodo consolida il proprio ruolo di volto di riferimento di Mediaset: non è un caso, infatti, che sia lo stesso Mike Bongiorno a dichiarare in più occasioni televisive, come Le Iene e Striscia la Notizia, di vedere il suo erede nel conduttore pavese.

Il grande successo de "La ruota della fortuna"

Dal 2009, Scotti amplia ulteriormente la propria attività diventando giudice di Italia's Got Talent e conducendo Io canto, talent show dedicato ai giovani interpreti. Negli anni successivi presenta anche The Money Drop, The Winner Is..., Avanti un altro! (in sostituzione di Paolo Bonolis), Lo show dei record e Caduta libera, quiz che riporta stabilmente il successo nella fascia preserale. Parallelamente continua a far parte della giuria di Tú sí que vales e torna periodicamente alla conduzione di Striscia la notizia e di Chi vuol essere milionario?, proposto in nuove edizioni. Nel 2024 rilancia con successo La ruota della fortuna, riportando il celebre quiz tra i programmi più seguiti della televisione italiana. L'anno successivo lascia Tú sí que vales e Caduta libera per dedicarsi principalmente a La ruota della fortuna e al ritorno di Chi vuol essere milionario?, confermando il suo ruolo tra i conduttori più popolari del piccolo schermo.

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Le curiosità

Prima di diventare uno dei volti simbolo della televisione italiana, Gerry Scotti ha avuto anche una breve esperienza in politica. Tra il 1987 e il 1992 siede alla Camera dei Deputati: candidato nel collegio di Milano per i socialisti, viene eletto con 9.286 preferenze. Una presenza che non passa inosservata: a lui e ad altri personaggi del mondo dello spettacolo, come Sandra Milo, fa riferimento Rino Formica, storico esponente del partito, quando accusa l’allora leader Bettino Craxi di aver ingrossato le fila del partito di "nani e ballerine". Un'esperienza che il conduttore ha successivamente ricordato con scarso entusiasmo (e di rado parla infatti di quegli anni), ma che periodicamente riaffiora per la richiesta del conduttore di rinunciare al vitalizio. In quel periodo Scotti si ricorda anche per l’aver firmato la prefazione del volume Dove andiamo a ballare questa sera? (1988) di un altro noto politico socialista, Gianni de Michelis, e per essere diventato anche presidente della Lega Basket Femminile. Lontano dagli studi televisivi coltiva, inoltre, una passione per il vino e la viticoltura, trasmessagli dal nonno. Dal 2017 è socio di una cantina dell'Oltrepò Pavese, con cui produce una propria linea di vini, confermando il forte legame con il territorio d'origine.

La laurea honoris causa

Il 15 giugno 2026 Gerry Scotti ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione dall'Università dell'Insubria, a Varese. Visibilmente emozionato, Scotti ha sottolineato il valore  simbolico del riconoscimento: "L'importanza del momento, la sacralità e il rispetto che questa istituzione prevede fanno sì che io sia emozionato come per quella laurea che non ho preso quarant'anni fa. L'emozione, però, è la stessa". Ripercorrendo la propria carriera, il conduttore ha ricordato gli inizi nel mondo della radio e della pubblicità e "il linguaggio che ho imparato in quei quattro anni è stato come frequentare un altro corso universitario". Poi è arrivata la televisione "e, con la televisione commerciale, la possibilità di mettere in pratica quel linguaggio e di cambiarlo nel corso di quattro decenni". Infine, il conduttore ha evidenziato la profonda trasformazione dei mezzi di comunicazione avvenuta negli ultimi quarant'anni. "Sono cambiate tante cose, da come sono fatti i giornali a come facciamo televisione. È davvero come prendere uno dalla preistoria e portarlo in un'epoca molto più evoluta". E alla domanda sul segreto della sua capacità di parlare a pubblici di generazioni diverse, Scotti ha risposto: "Ci vuole fortuna, probabilmente. Ma soprattutto non sentirsi mai paghi, mai arrivati, mai dottori o professori. Bisogna stare sempre dall'altra parte, essere sempre studenti".

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