10 anni dalla scomparsa di Dario Fo, le opere più famose e la vita privata. FOTO
Scomparso a Milano il 13 ottobre 2016, all'età di 90 anni, il celebre drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, cantautore, paroliere, illustratore, pittore, scenografo, attivista e comico italiano ha lasciato un'eredità artistica internazionale e un modello di teatro capace di unire risata, critica sociale e riflessione politica. Ripercorriamo la vita e le opere di Fo nel decennale dalla sua morte.
A cura di Camilla Sernagiotto
Dario Luigi Angelo Fo nacque il 24 marzo 1926 a Sangiano, in provincia di Varese. Drammaturgo, attore, regista, scrittore e artista poliedrico, è stato una delle figure più originali del teatro italiano del Novecento, conosciuto in tutto il mondo per la sua comicità irriverente e la satira contro il potere. Nel decennale della sua scomparsa, ripercorriamo la sua incredibile carriera.
Dario Fo, a 100 anni dalla nascita il ricordo di una figura irripetibile della cultura italiana
Crebbe in una famiglia vivace dal punto di vista culturale, ascoltando fin da bambino i racconti del nonno materno e quelli dei viaggiatori e degli artigiani che passavano dal suo paese. Queste storie popolari, ricche di personaggi e situazioni grottesche, avrebbero influenzato profondamente il suo modo di raccontare e mettere in scena la realtà.
Addio al premio Nobel Dario Fo, una vita sul palcoscenico
Dopo aver conseguito il diploma in pittura all'Accademia di belle arti di Brera, a Milano, Dario Fo iniziò a lavorare per la Rai nel 1950 come attore e autore di testi satirici. Si dedicò anche alla radio, dove propose monologhi comici come quelli raccolti in Poer nano, avviando un percorso artistico destinato a intrecciare recitazione, scrittura e sperimentazione.
Dario Fo compie 87 anni: il suo intervento a Sky TG24
Il 24 giugno 1954 Dario Fo sposò l'attrice Franca Rame, con cui avrebbe condiviso per tutta la vita un intenso sodalizio artistico e politico. La coppia si trasferì a Roma, dove nel 1955 nacque il figlio Jacopo, e Fo iniziò a lavorare anche come soggettista per il cinema.
Addio a Dario Fo, dal Mistero Buffo al Premio Nobel
Negli anni Cinquanta Fo si affermò nel teatro comico, scrivendo e interpretando spettacoli costruiti sulla farsa, sui giochi linguistici e sulla satira di costume. Tra le prime opere figurano Il dito nell'occhio e Sani da legare, che anticipavano il suo interesse per un teatro capace di divertire il pubblico e, nello stesso tempo, mettere in discussione le convenzioni sociali.
Un anno fa moriva il "giullare" Dario Fo
Nel 1962 Fo e Franca Rame fondarono la Compagnia Dario Fo-Franca Rame e parteciparono al programma televisivo Canzonissima con una serie di sketch satirici. Gli interventi della censura e i contrasti con la Rai li spinsero ad abbandonare la televisione e a rivolgersi sempre più al teatro, portando gli spettacoli anche nelle fabbriche, nelle piazze e nelle case del popolo.
Nel 1968 Fo e Rame fondarono, insieme ad altri artisti, il gruppo teatrale Nuova Scena, con l'obiettivo di recuperare le radici popolari del teatro e la sua funzione sociale. L'anno successivo Fo portò in scena Mistero buffo, uno dei lavori più celebri della sua carriera, nel quale reinterpretava episodi storici e religiosi attraverso la figura del giullare e l'uso del grammelot, un linguaggio teatrale fatto di suoni, ritmi e inflessioni dialettali.
Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, Fo intensificò il proprio impegno politico e fondò il collettivo teatrale La Comune, con cui cercò di portare il teatro fuori dagli spazi tradizionali. Nel 1970 scrisse Morte accidentale di un anarchico, una delle sue opere più note, ispirata ufficialmente alla vicenda di Andrea Salsedo e legata alla morte di Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della questura di Milano nel 1969.
Il teatro di Fo si distingueva per la capacità di affrontare temi politici e sociali attraverso il comico, il grottesco e il rovesciamento dei luoghi comuni. Nelle sue opere, personaggi marginali, folli e imbroglioni diventavano spesso strumenti per smascherare le contraddizioni delle istituzioni e mettere in discussione le versioni ufficiali dei fatti.
Accanto al teatro, Fo coltivò anche la passione per la musica, lavorando come cantautore e autore di testi per altri artisti. Collaborò soprattutto con Enzo Jannacci (nella foto, insieme con Fo), per il quale scrisse canzoni celebri come Vengo anch'io. No, tu no e L'Armando, e lavorò anche con Ornella Vanoni, Mina e Giorgio Gaber.
Nel 1977 Dario Fo tornò in televisione con Il teatro di Dario Fo, una serie di trasmissioni che permise a un pubblico più vasto di conoscere i suoi spettacoli. Tra le opere proposte figurava Mistero buffo, che suscitò polemiche per il modo irriverente con cui affrontava temi religiosi e personaggi ecclesiastici.
Fo si dedicò anche al teatro musicale e alla regia di opere liriche, mettendo in campo una concezione dello spettacolo che univa recitazione, scenografia, costumi e invenzione visiva. Nel 1987 curò la regia, le scene e i costumi del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, in un allestimento che sarebbe stato ripreso in diversi teatri europei, compresa l'Opéra Garnier di Parigi.
Negli anni Ottanta e Novanta continuò a scrivere commedie che intrecciavano attualità, satira e rilettura della storia. Tra i lavori di questo periodo figurano Il papa e la strega e Johan Padan a la descoverta de le Americhe, nel quale raccontò la scoperta del Nuovo Mondo dal punto di vista di un uomo comune, lontano dalla retorica delle narrazioni ufficiali.
Il 9 ottobre 1997 Dario Fo ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, con un riconoscimento che sottolineava la sua capacità di richiamarsi ai giullari medievali per deridere il potere e restituire dignità agli oppressi. La decisione consacrò a livello internazionale un autore che aveva fatto della satira, della comicità popolare e della libertà espressiva gli strumenti fondamentali del proprio teatro.
Anche dopo il Nobel, Fo proseguì la sua attività artistica, alternando commedie farsesche, monologhi e spettacoli di carattere storico e civile. Tra le opere di questo periodo si ricordano Il diavolo con le zinne, Lu santo jullare Francesco e Marino libero! Marino è innocente!, quest'ultima legata alle vicende giudiziarie seguite all'omicidio del commissario Luigi Calabresi.
L'impegno politico rimase una componente centrale della sua vita, condivisa con Franca Rame anche attraverso l'attività del Soccorso Rosso Militante, a sostegno di persone coinvolte in procedimenti giudiziari controversi. Nel 2006 Fo si candidò alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Milano, arrivando secondo con il 23,3% dei voti, e venne successivamente eletto consigliere comunale, carica alla quale rinunciò prima dell'insediamento.
Negli ultimi anni Fo continuò a scrivere, dipingere e partecipare al dibattito pubblico, dedicandosi anche a opere di carattere storico e biografico. Nel 2014 pubblicò La figlia del Papa, romanzo dedicato a Lucrezia Borgia, mentre nel 2015 uscì C'è un re pazzo in Danimarca, incentrato sulla figura di Cristiano VII, sovrano del Settecento.
La morte di Franca Rame, avvenuta nel 2013, segnò profondamente gli ultimi anni di Fo, che continuò comunque a lavorare e a portare avanti il proprio impegno culturale. Dario Fo morì a Milano il 13 ottobre 2016, all'età di 90 anni, lasciando un'eredità artistica internazionale e un modello di teatro capace di unire risata, critica sociale e riflessione politica.