Tom Cruise ha spiegato con un monologo di 6 minuti perché l'arte supererà l'IA nel cinema
SpettacoloAlla serata BAFTA Life in Pictures, il divo di Hollywood ha dedicato oltre sei minuti alla difesa del lavoro umano nella settima arte, parlando del rapporto tra intelligenza artificiale, tecnologia, artigianato ed esperienza in sala
Alla serata BAFTA "Life in Pictures" svoltasi a Londra il 21 settembre, Tom Cruise ha dedicato oltre sei minuti alla difesa del lavoro umano nel cinema, parlando del rapporto tra intelligenza artificiale, tecnologia, artigianato ed esperienza in sala.
Il divo ha preso la parola e ha monologato per parecchi minuti su un tema che è uno di quelli destinati a dividere il mondo del cinema: l’intelligenza artificiale. Durante l’evento londinese, l’attore ha risposto alla domanda sull’impatto dell’IA sull’industria cinematografica con un lungo intervento dedicato soprattutto al valore della creatività e del lavoro umano. Un discorso appassionato che ha ottenuto anche gli applausi spontanei del pubblico.
"Non c’è niente come l’essere umano", ha dichiarato senza se e senza ma Cruise.
A porre ala star americana la cosiddetta "domanda sull’IA" (che ormai è d'obbligo) è stata la conduttrice Edith Bowman, nel corso dell’incontro organizzato da BAFTA per ripercorrere la carriera dell’attore. La risposta di Cruise è partita da una frase netta: "There is nothing like human", ovvero "Non c’è niente come l’essere umano".
Da lì l’attore ha sviluppato un intervento di oltre sei minuti nel quale ha parlato del valore dell'artigianato cinematografico e dell'esperienza collettiva della visione in sala. Cruise non si è soffermato direttamente sui possibili aspetti negativi dell'intelligenza artificiale, ma ha insistito sull'importanza delle persone che lavorano alla realizzazione di un film e sulla necessità di non perdere competenze costruite nel corso di intere carriere.
"Le persone vogliono un'esperienza umana"
Nel suo ragionamento, Cruise ha collegato il tema dell'intelligenza artificiale anche all'evoluzione tecnologica delle macchine da presa e al rapporto tra cinema e piattaforme di streaming. Secondo l'attore, il successo delle sale cinematografiche durante l'estate, anche tra il pubblico più giovane, dimostrerebbe l'interesse per un'esperienza che non può essere ridotta alla tecnologia.
"Le persone vogliono un'esperienza umana", ha spiegato, sottolineando inoltre che ciò a cui si presta attenzione finisce per ricevere vita. L'attore ha quindi ribadito di non voler vedere scomparire le professionalità e gli artigiani che dedicano la propria esistenza alla realizzazione dei film: "People wanna see real things", ha aggiunto, che significa "Le persone vogliono vedere cose reali".
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Non è la prima volta che Cruise affronta il tema dell'intelligenza artificiale. L'attore ne aveva già parlato nel 2023, durante le trattative della SAG-AFTRA, sostenendo la necessità di introdurre tutele legate all'utilizzo della tecnologia nell'industria cinematografica.
All'evento BAFTA andato in scena a Londra ieri, però, il suo intervento ha assunto soprattutto il tono di una riflessione sul significato stesso del cinema. Per Cruise, la tecnologia può cambiare strumenti e modalità di produzione, ma non sostituisce il contributo delle persone che lavorano davanti e dietro la macchina da presa.
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L'incontro è stato organizzato anche in occasione dell'imminente uscita di Digger, il nuovo film che vede Cruise protagonista e che arriverà nelle sale il 2 ottobre 2026. Nel corso della serata l'attore ha raccontato anche come è entrato nel progetto diretto da Alejandro González Iñárritu.
Tom Cruise ha spiegato che il regista gli lesse personalmente la sceneggiatura nel corso di due serate prima che l'attore decidesse di accettare il ruolo. Ha definito il film "uno dei più originali e commoventi" ai quali abbia mai lavorato.
In Digger, Cruise interpreta Digger Rockwell, un magnate del petrolio chiamato a intervenire per scongiurare una catastrofe ambientale che, paradossalmente, lui stesso ha contribuito a provocare. Un film che, ancora una volta, riporta al centro l’attore e il lavoro umano che Cruise ha difeso dal palco di BAFTA.