L’attore spagnolo ha parlato delle ragioni che spingono milioni di persone a lasciare i propri Paesi, citando guerre, povertà e gli effetti sempre più estremi della crisi climatica, con temperature che rendono alcune aree del pianeta difficili da abitare
"Ci sono molti Paesi in Europa che stanno diventando più estremi verso l’immigrazione, ma la causa è un’altra. È una ragione politica, geopolitica, sociale e climatica a cui dobbiamo prestare attenzione, altrimenti ci sarà sempre più immigrazione, perché le persone scappano dalle guerre, dalla miseria e da luoghi impossibili in cui vivere a 50 gradi Celsius. Noi ne siamo responsabili". A dirlo è Javier Bardem, oggi al Lido (SEGUI LA DIRETTA - LO SPECIALE) per presentare Bunker, il film di Florian Zeller in concorso a Venezia 83, nel quale recita accanto a Penélope Cruz. Secondo Bardem, non si tratta di affrontare il tema attraverso il senso di colpa, ma di prendere coscienza delle proprie responsabilità e sostenere politiche capaci di migliorare le condizioni di vita nei Paesi d’origine.
Il richiamo alla responsabilità dell’Occidente
Nel suo intervento, Bardem ha richiamato anche la responsabilità dei consumatori occidentali, ricordando come molti prodotti di uso quotidiano siano legati allo sfruttamento di risorse e territori. "I nostri lussi si basano sulla miseria di qualcun altro, lo sappiamo tutti", ha osservato, citando anche il cobalto presente nei telefoni cellulari. Bunker, thriller psicologico di 126 minuti, racconta la storia di un architetto che accetta di costruire un rifugio per un potente magnate della tecnologia, una scelta professionalmente redditizia ma moralmente controversa che finisce per mettere in crisi anche il suo matrimonio. Il film, interpretato da Bardem, Cruz, Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger, è in gara per il Leone d’Oro.