Pippo Di Marca, l'attore è morto precipitando dal terrazzo di casa

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È accaduto intorno alle ore 08:20 del 21 luglio 2026 nel quartiere Trastevere, a Roma, dove abitava con la famiglia. In casa erano presenti la moglie e il figlio dell'uomo, che aveva 86 anni. I poliziotti stanno indagando per ricostruire con esattezza se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario. L'attore, regista e drammaturgo è stato uno dei protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana e del Meta-Teatro. Aveva anche interpretato Giulio Andreotti nel film Il traditore di Marco Bellocchio

L’attore Pippo Di Marca, 86 anni, è morto martedì 21 luglio 2026 intorno alle ore 08:20 dopo essere precipitato dal quarto piano del palazzo di Via San Francesco a Ripa, nel quartiere Trastevere, a Roma, dove abitava con la famiglia. L’uomo è caduto sul terrazzo dell’immobile ed è morto sul colpo. In casa erano presenti la moglie e il figlio. Sul posto sono subito intervenuti gli agenti del commissariato Trastevere, diretti da Angela Losacco, e gli investigatori della Scientifica. I poliziotti stanno indagando per ricostruire con esattezza se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario, perché Di Marca non era né malato, né in cura. “Non sussistono elementi riconducibili a omicidio”, ha comunque dichiarato all’agenzia di stampa Adnkronos la dirigente del commissariato di zona. La stessa agenzia ha riportato che, in attesa della polizia mortuaria, il corpo è stato ricoperto da un lenzuolo termico nel mezzo della strada ora recintata dalle forze dell’ordine, poco distante dai bar pieni di turisti. A poca distanza, invece, il figlio del regista, seduto su una sedia all’incrocio con viale Trastevere, è stato consolato dalle carezze di un’anziana conoscente.

L'AVANGUARDIA TEATRALE E IL META-TEATRO

Appena sei giorni fa, Pippo Di Marca si era raccontato in un video su Facebook. Nato il 12 ottobre 1939 a Catania, l’attore, regista e drammaturgo è stato uno dei protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana. Negli anni Sessanta era entrato nell’ambiente del nuovo teatro italiano, un movimento che cercava di rompere con le forme tradizionali della rappresentazione e di restituire al palcoscenico una dimensione più libera e visionaria. Nel 1969 aveva esordito come attore al Teatro La Fede di Roma negli spettacoli L’imperatore della Cina e A come Alice diretti da Giancarlo Nanni, mentre nel 1971 aveva debuttato come regista con lo spettacolo Evento-Collage n. 1. Negli stessi anni aveva frequentato l’ambiente della neoavanguardia teatrale romana, entrando in contatto con i più importanti innovatori della scena contemporanea come Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck, tutti protagonisti di una stagione irripetibile del teatro internazionale. Da quella scena, Di Marca aveva raccolto l’idea di un teatro non come semplice rappresentazione, ma come esperienza capace di mettere in discussione il rapporto tra arte e realtà. Negli anni Settanta aveva poi sviluppato una personale ricerca scenica che integrava elementi performativi, visivi e letterari. Il poeta Isidore Ducasse, conosciuto con lo pseudonimo di Conte di Lautréamont, e l’artista Marchel Duchamp erano stati due riferimenti fondamentali per lui, che aveva infine dedicato al primo Il Conte di Lautréamont rappresenta i Canti di Maldoror e al secondo una serie di lavori con il titolo Omaggio a Duchamp. Negli anni aveva portato in scena anche William Shakespeare, Samuel Beckett, James Joyce, Luigi Pirandello, Franz Kafka, Jean Genet e molti altri autori, dei quali aveva trasformato le opere in materiali aperti, attraversati da una sensibilità contemporanea. Fondamentale, nella sua storia, era stata anche la nascita del Meta-Teatro, compagnia e spazio teatrale dedicati alla produzione e alla promozione del teatro contemporaneo. Più che un semplice progetto artistico, il Meta-Teatro aveva rappresentato la visione di una scena intesa come luogo di incontro, sperimentazione e libertà creativa. Le numerose produzioni includevano Ex Hamleto, Aspettando Godot, Finale di partita, i lavori dedicati a James Joyce e quelli ispirati allo scrittore Roberto Bolaño. Nel 2019, invece, aveva interpretato Giulio Andreotti nel film Il traditore di Marco Bellocchio. Autore inoltri di saggi e pubblicazioni sulla scena contemporanea, Di Marca aveva diretto, scritto e prodotto iniziative culturali fino agli ultimi anni. In qualità di studioso, saggista e teorico, aveva infine pubblicato diversi libri, compresi Meta-Teatro e oltre, Scrivere il Teatro, Tra memoria e presente, Percorsi nel tempo" e Sotto la tenda dell’avanguardia.

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