Haute Couture, Armani Privé apre le porte del Boudoir. La sfilata Autunno-Inverno 2026/27
La seconda collezione di Silvana Armani a Parigi è un racconto che mette in scena l'atto privato del vestirsi, un'azione che rivela consapevolezza e intenzione di sedurre in maniera raffinata e libera. Dai look coi pantaloni agli abiti da sera, la palette notturna svela cromie inedite e accattivanti, dal marrone pastoso al grigio ombra. In prima fila le star indossano la camicia da smoking, come la stilista italiana
A cura di Vittoria Romagnuolo
Dopo il debutto lo scorso gennaio con la prima collezione, arriva per Silvana Armani il secondo appuntamento con l'Alta Moda a Parigi. Per Armani Privé Autunno-Inverno 2026/27, in calendario nel secondo giorno della Haute Couture Week, in corso fino a giovedì 9 luglio, si riaccendono le luci nelal sede del brand nella capitale francese di Rue François I e si aprono le porte del "Boudoir", parola che dà il titolo a una collezione che profuma di intimità e di una femminilità profonda.
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Silvana Armani, che ha scelto il completo in stile smoking come sua divisa per le uscite in passerella a Parigi, ha raccontato la collezione parlando di una moda "che lasci un ricordo in chi guarda", tornando a quel farsi ricordare che per suo zio Giorgio era la vera chiave dell'eleganza. Nell'epoca in cui le immagini e gli abiti scorrono velocemente, la stilista invita le donne a riappropriarsi della lentezza dell'atto del vestirsi e, soprattutto, della scelta degli abiti con cui si costruisce la propria identità.
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"Boudoir" era già il nome, quindici anni fa, di una collezione di prêt-à-porter di Giorgio Armani. Nel lavoro di Silvana Armani, che prosegue nel solco tracciato da chi l'ha preceduta, si perdono gli echi color cipria di quella raccolta a favore di pennellate notturne. L'Alta Moda Armani Privé 2026-27 è un'ode ai colori della notte e alle molte declinazioni di una sensualità raffinata ma molto consapevole, che rivela una grande attenzione per il gesto intimo del prendersi cura di sé attraverso i vestiti.
In passerella sfilano gli abiti dalle silhouette ricercate e dalle scollature scultoree e svettanti che somigliano a tratti di matita che prendono vita sotto i riflettori come per incanto. Nelle creazioni di Silvana Armani si scorge sempre un tratto molto personale. La stilista immagina una moda fatta da una donna, per le donne. Chi la indossa si riappropria della propria libertà, anche di sedurre.
La sfilata propone due blocchi di creazioni. Prima degli abiti lunghi, i look coi pantaloni, pensati con varie combinazinazioni, per essere eleganti di sera, indossati col top e la giacche, corta o lunga, con l'immancabile blazer senza revers o la giacca corta stile gioiello. Tra le uscite spunta un bomber morbido, una sperimentazione sartoriale che propone uno sguardo diverso sulla contemporaneità.
L'idea di boudoir evoca un luogo segreto e nascosto. Silvana Armani lo reinventa facendone uno spazio di consapevolezza. Non un posto in cui spiare attraverso una porta socchiusa, ma un'area in cui autodeterminarsi attraverso le proprie scelte di stile. Va da sé che la moda da giorno e da sera è fatta per risplendere sotto le luci, farsi notare, senza mezzi termini.
Sete e velluti, ricami e incrostazioni di paillettes e cristalli, continuano ad essere il linguaggio dell'eleganza serale di Armani Privé, linea che fa posto a nuovi motivi, come l'animalier, realizzato con maestria artigianale. Il nero armaniano accoglie una gamma di sfumature che sono il risultato della amalgama delle tonalità notturne e brillanti del passato. In passerella compaiono i verdi profondi, i marroni pastosi, i rossi amaranto, dei grigi nati dall'ombra. Una palette assolutamente interessante.
Rosamund Pike, tra le star della prima fila, sposa l'idea di abito smoking come espressione di una femminilità consapevole. Chic e rigorosa, l'attrice britannica arriva coi mocassini e la pochette, sottolineando le labbra con un accento vermiglio.
Cate Blanchett, che nelle linee di Giorgio Armani trova ogni volta il suo stile perfetto, sfoggia la tuta con le spalline sagomate come un blazer, i pantaloni fluidi e le aperture sui fianchi e sulla schiena, un design preciso che coniuga la femminilità alle geometrie.
Anna Ferzetti, protagonista della stagione cinematografica che si è appena conclusa con La Grazia di Paolo Sorrentino, sceglie il nero, ed è impeccabile coi pantaloni fluidi sartoriali e il top senza maniche, una cascata di frange preziose.
Laura Harrier è originale con i pantaloni a sigaretta indossati coi tacchi alti e il top asimmetrico che scopre una sola spalla accennando al design di una giacca.
A Parigi ci sono anche Ludovico Einaudi e Paola Dallolio. Il compositore opta per uno stile rilassato e sfumature verdi polverose. La sua compagna è in blu, pantaloni e gilet, completati da una cintura a corda.
Anche Cindy Bruna arriva al fashion show con la camicia da smoking, un capo da sempre presente nelle collezioni per lei di Armani, ora diventato un manifesto di stile, un must-have per le donne degli anni Venti del Duemila, che si affacciano al futuro.
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