Shia LaBeouf fuori controllo a Roma

Spettacolo
Foto di Getty e foto tratta dal profilo X di TMZ

Alcuni video mostrano l'attore mentre insulta una donna in un bar e vaga inquieto per le strade della città. In altre immagini, poi, chiede insistentemente un fiammifero per accendersi una sigaretta mentre si trova in mutande nella hall di un hotel

Shia LaBeouf, uno degli attori più talentuosi di Hollywood, è apparso fuori controllo a nel quartiere Prati a Roma. Il sito web TMZ ha infatti diffuso alcuni video che prima mostrano il protagonista del film Transformers mentre sorseggia una birra in un bar, e poi mentre insulta, addirittura con un sonoro “V********o”, una ragazza in un tavolo accanto, che resta però imperturbabile. In una seconda clip, LaBeouf vaga invece inquieto per strada sulle strisce pedonali e urla ancora, non è chiaro se alla stessa donna o a qualche altra persona.

L'ARRESTO AL CARNEVALE DI NEW ORLEANS

Nel mese di febbraio 2026, Shia LaBeouf era stato arrestato a New Orleans con l’accusa di aver causato disordini e aver aggredito due persone in una colluttazione durante i festeggiamenti di Carnevale nel Quartiere Francese. Inoltre, secondo un rapporto della polizia, l’attore avrebbe urlato insulti omofobi alle persone con le quali stava litigando. In seguito, il divo di Hollywood aveva accettato di sottoporsi a un processo di riabilitazione, a test antidroga settimanali e al pagamento di una sanzione di 100.000 dollari. Secondo l’agenzia di stampa Associated Press, però, il giudice Simone Levine della Corte penale di New Orleans aveva affermato che l’attore non sembrava prendere sul serio “la sua dipendenza”, e aveva anche espresso dubbi sulla sua capacità di “gestire l’alcol”. Inoltre, come aveva riportato il quotidiano The Guardian, il giudice aveva ribadito che la Corte “non crede che lui comprenda il livello di gravità di queste accuse”. Alla fine, LaBeouf non era stato formalmente incriminato per le accuse, e il test antidroga non aveva evidenziato in lui la presenza di sostanze illegali. L’attore aveva poi ottenuto dal giudice il permesso, inizialmente negato, di viaggiare per raggiungere Roma per assistere al battesimo del padre. In un altro filmato, tuttavia, appare in mutande mentre si aggira nella hall dell’hotel e chiede con insistenza un fiammifero per accendersi una sigaretta.

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I PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA

Nato nel 1986 a Los Angeles, Shia LaBeouf è cresciuto in condizioni complesse. Il padre è un veterano della guerra del Vietnam che ha affrontato difficoltà legate alla dipendenza da sostanze, problemi con la giustizia e ristrettezze economiche. Nel corso della sua carriera, l’attore ha rivestito i panni di Louis Stevens nella serie tv Even Stevens di Disney Channel. Grazie all’interpretazione ha ricevuto un Young Artist Award nel 2001 e ha vinto un Daytime Emmy nel 2003. Nel 1998 ha invece debuttato al cinema nel film The Christmas Path, mentre nel 2004 ha esordito alla regia con il cortometraggio Let’s Love Hate, seguito nel 2011 dal successivo Maniac con i rapper americani Cage e Kid Cudi. Nel 2007 LaBeouf ha poi recitato in film di successo come DisturbiaSurf’s Up e Transformers, mentre nel 2009 ha lavorato nel sequel Transformers – La vendetta del caduto e nel 2011 nel successivo sequel Transformers 3. Nel 2008 ha lavorato in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, e in seguito ha recitato in pellicole di successo come Holes (2003), Wall Street: Money Never Sleeps (2010), Lawless (2012), Nymphomaniac (2013), Fury (2014), American Honey (2016), Borg vs McEnroe (2017), Honey Boy (2019), Pieces of a Woman (2020), Padre Pio (2022) e Megalopolis (2024). Tuttavia, in passato LaBeouf aveva già avuto problemi con la giustizia e con l’abuso di droghe e di alcol. Nel 2014, l’attore era stato fermato a New York per condotta molesta all’interno di un locale di cabaret, mentre nel 2017 era stato arrestato in Georgia per ubriachezza molesta e disturbo della quiete pubblica e aveva poi frequentato un centro di riabilitazione per scontare la condanna del tribunale. Nel 2020, inoltre, l’ex compagna, l’artista britannica Tahliah Debrett Barnett, nota come FKA Twigs, l’aveva accusato di maltrattamenti fisici e psicologici. I due avevano infine patteggiato nel 2025. Sempre lo scorso anno, LaBeouf era apparso nel documentario presentato al Festival di Cannes Slauson Rec di Leo Lewis O’Neil, che seguiva l’attore mentre dirigeva e insegnava in una compagnia teatrale sperimentale. Come aveva riportato Variety, le scene mostravano LaBeouf “mentre insulta attori e membri della troupe, istiga una rissa e si abbandona ad altri comportamenti aggressivi”. Negli ultimi anni, l’attore  ha parlato pubblicamente delle proprie fragilità, riconoscendo inoltre i suoi errori e i suoi comportamenti autodistruttivi.

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