Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma a Sanremo 2026, duetto e testo della cover
SpettacoloIntroduzione
Alla 76ª edizione del Festival di Sanremo (GUARDA LO SPECIALE) è arrivato il momento della serata dedicata alle cover. Arisa fra i 30 artisti in gara con il brano Magica Favola, questa sera si esibisce sul palco del Teatro Ariston con la canzone Quello che le donne non dicono accompagnato dal Teatro Regio di Parma. Ecco tutto quello che c’è da sapere sugli artisti e il brano.
Quello che devi sapere
Arisa e Sanremo
Magica Favola è il brano che ha scelto per la sua ottava partecipazione al Festival di Sanremo 2026. Un rapporto con l'Ariston che dura da quasi vent'anni e che l’ha vista al primo posto sul podio per ben due volte con Sincerità per nuove proposte nel 2009 e con il brano Controvento nel 2014. Per poi salire sul palco l'anno seguente come co-conduttrice al fianco di Emma Marrone e Rocío Muñoz Morales. Nell’ultima edizione, Arisa porta con sé una luce irradiante. Elegante e delicata, con Magica Favola racconta i suoi 40 anni e l’arcobaleno che porta dentro. La cantante, infatti, ha cambiato suggestioni per questo Sanremo, lanciandosi in un'atmosfera più fiabesca. In occasione dell’annuncio del titolo a Sarà Sanremo, la cantante ha spiegato: “È il racconto di una vita che si evolve e nella quale cambiano alcune cose, ma a un certo punto si ritrova un po’ la genuinità della bambina. Ritorna l’innocenza infantile”.
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Il Coro del Teatro Regio di Parma
Una storia lunga due secoli quella del Teatro Regio di Parma, considerato uno dei teatri d’opera più prestigiosi d’Italia insieme alla Scala di Milano, al Petruzzelli di Bari, al San Carlo di Napoli, alla Fenice di Venezia. Nato per volere della duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, Maria Luigia d’Austria, il progetto venne affidato all’architetto Nicola Bettoli e i lavori presero avvio nel 1821. L’inaugurazione del grande teatro fu il 16 maggio del 1829, alla presenza della Duchessa, con Zaira, opera appositamente composta da Vincenzo Bellini. Con la morte di Maria Luigia nel 1847 e il passaggio ai Borbone, il teatro cambiò nome: prima Teatro Reale nel 1849, poi Teatro Regio dal 1860. Nello stesso anno passò in mano allo Stato nazionale e, nel 1868, venne ceduto al Comune di Parma. Nel corso dei secoli il Regio ha ospitato primi assoluti storici e grandi nomi della musica: da Niccolò Paganini a Tosca con Eva Tetrazzini nel 1901, dalle celebrazioni verdiane del 1913 fino alle prime assolute di opere di Nino Rota con Mario Del Monaco nel 1942 e di Franco Battiato nel 1987. Nel dicembre 2017 è andata in scena in prima assoluta Il Piccolo Principe di Enrico Melozzi. Oggi il teatro offre circa quattro rappresentazioni per stagione operistica, tra gennaio e aprile, a cui si aggiunge il Festival Verdi in ottobre, i balletti di Parma Danza in primavera ed estate e una ricca programmazione di concerti classici e sinfonici durante tutto l’anno. Il Coro del prestigioso teatro, guidato dal maestro Martino Faggiani, salirà per la seconda volta sul palco questa sera per accompagnare Arisa. Il Coro del Teatro Regio di Parma esiste dal 1829, anno in cui fu inaugurato il teatro stesso. L’ensemble è formato da un organico flessibile che può variare dai circa 24 fino a oltre 100 cantori, a seconda delle esigenze dello spettacolo o della composizione.
Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia
Uno dei brani più celebri interpretati dalla cantante Fiorella Mannoia, scritta da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. La Mannoia ha partecipato al Festival di Sanremo con questo brano nel 1987, vincendo il premio della critica. Ruggeri la scrisse originariamente al femminile con l'intenzione di riadattarla poi in chiave maschile, ma soddisfatto del risultato decise di cederla a un'interprete femminile. Il testo racconta l'universo femminile nelle sue complessità e fragilità: donne che custodiscono emozioni intense e contraddittorie, che aspettano e soffrono in silenzio, che cercano amore ma anche comprensione, senza mai perdere la propria identità.
Testo di Quello che le donne non dicono
Ci fanno compagnia certe lettere d'amore
Parole che restano con noi
E non andiamo via
Ma nascondiamo del dolore
Che scivola, lo sentiremo poi
Abbiamo troppa fantasia
E se diciamo una bugia
È una mancata verità che prima o poi succederà
Cambia il vento, ma noi no
E se ci trasformiamo un po'
È per la voglia di piacere a chi c'è già
O potrà arrivare a stare con noi
Siamo così, è difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro sì (Sì)
In fretta vanno via della giornate senza fine
Silenzi, che familiarità
E lasciano una scia le frasi da bambine
Che tornano, ma chi le ascolterà
E dalle macchine per noi
I complimenti del playboy
Ma non li sentiamo più
Se c'è chi non ce li fa più
Cambia il vento, ma noi no
E se ci confondiamo un po'
È per la voglia di capire
Chi non riesce più a parlare
Ancora con noi
Siamo così, dolcemente complicate
Sempre più emozionate, delicate
Ma potrai trovarci ancora qui
Nelle sere tempestose
Portaci delle rose, nuove cose
E ti diremo ancora un altro sì
È difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro sì (Sì)
Sì
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