Philip Glass cancella la Sinfonia Lincoln al Kennedy Center per protesta contro Trump

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Il compositore statunitense Philip Glass ha annullato la prima mondiale della Sinfonia n. 15 “Lincoln”, prevista a giugno al Kennedy Center di Washington. La decisione arriva in segno di protesta contro l’attuale leadership dell’istituzione, rinnovata dopo l’insediamento di Donald Trump. La cancellazione si inserisce in una serie di ritiri da parte di artisti e musicisti, sullo sfondo di una crisi reputazionale e di un calo di pubblico per il centro culturale

Philip Glass ritira la Sinfonia “Lincoln”

Il compositore statunitense Philip Glass ha annunciato il ritiro della prima mondiale della sua Sinfonia n. 15 “Lincoln”, prevista per il 12 e 13 giugno al Kennedy Center di Washington. L’opera, commissionata dal centro e dalla National Symphony Orchestra, avrebbe dovuto essere diretta dalla direttrice d’orchestra Karen Kamensek.

In una dichiarazione diffusa dal suo ufficio stampa, Glass ha spiegato che la decisione nasce da un conflitto tra il messaggio della sinfonia — un ritratto dei valori incarnati da Abraham Lincoln — e l’attuale linea dell’istituzione. Per questo motivo, ha affermato di sentirsi “obbligato” a ritirare la prima mondiale sotto l’attuale leadership del Kennedy Center. Un portavoce del centro non ha rilasciato commenti immediati.

Un’opera più volte rinviata

La Sinfonia n. 15 “Lincoln” era già stata oggetto di diversi rinvii nel corso degli ultimi anni. Inizialmente prevista per marzo 2022, la prima era stata spostata a ottobre dello stesso anno e successivamente alla stagione attuale, diventando uno dei progetti centrali del programma legato alle celebrazioni per i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Glass, che compirà 89 anni alla fine di gennaio, è considerato uno dei compositori viventi più influenti della musica contemporanea e un pioniere del minimalismo del Novecento. Nel 2018 era stato insignito del titolo di Kennedy Center Honoree, riconoscimento che rende ancora più significativo il suo distacco dall’istituzione.

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Cancellazioni e crisi reputazionale del Kennedy Center

La scelta di Glass si inserisce in una più ampia serie di ritiri da parte di artisti dopo il rinnovamento della governance del Kennedy Center, avvenuto in seguito all’insediamento del presidente Donald Trump. Negli ultimi mesi, diversi nomi di primo piano del panorama culturale statunitense hanno annullato la propria partecipazione a eventi programmati.

Tra questi figura anche la soprano Renée Fleming, che ha cancellato due concerti previsti a maggio con la National Symphony Orchestra. Parallelamente, l’intera National Opera Company, residente al Kennedy Center dal 1971, ha interrotto la collaborazione. Secondo osservatori e analisti, a queste defezioni si accompagna un netto calo delle vendite dei biglietti, segnale di una crisi reputazionale per un’istituzione tradizionalmente considerata apartitica.

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