Gli attori si sono incontrati e abbracciati agli AARP Annual Movies for Grownups Awards, alla vigilia dei Golden Globe
Si sono ritrovati, 30 anni dopo essere stati colleghi di set, e si sono abbracciati. La reunion tra Noah Wyle e George Clooney è stato uno dei momenti che hanno segnato la vigilia dei Golden Globe (TUTTI I VINCITORI - LE PAGELLE AI LOOK SUL RED CARPET). I due si sono incontrati e abbracciati sul palco degli AARP Annual Movies for Grownups Awards, al Beverly Wilshire, un Hotel Four Season, la sera del 10 gennaio, a circa 24 ore dal più atteso appuntamento coi Golden Globe nei quali entrambi sono stati protagonisti: Wyle con le vittorie per il miglior attore protagonista e la migliore serie drammatica con The Pitt, Clooney con la nomination nella categoria per il migliore attore protagonista di un film musical o commedia con Jay Kelly.
Il premio dell'AARP
Anche agli Annual Movies for Grownups Awards Wyle ha vinto come miglior attore televisivo ed è stato proprio Clooney ad accoglierlo sul palco e premiarlo. I due erano stati colleghi di set in E.R. – Medici in prima linea, medical drama televisivo che aveva segnato gli anni ’90 lanciando la carriera di entrambi. Nella stessa cerimonia, anche Clooney è stato premiato per la sua interpretazione in Jay Kelly (mentre ai Golden Globe è stato sconfitto da Timothée Chalamet.
Le parole di Clooney
Nel presentare l’amico e collega, Clooney ha ricordato il loro primo incontro: "Ho incontrato Noah nel 1993. Non aveva ancora lavorato molto e abbiamo fatto insieme questa serie che era E.R., che è stato un successo strepitoso. A un certo punto avevamo 40 milioni di spettatori e ricordo che Noah diceva: ‘È bello?’, e io rispondevo: ‘Bene, non succederà mai più’. Era saggio per la sua età fin dall'inizio. Era la persona più gentile che abbia mai incontrato. Siamo diventati subito cari amici e siamo rimasti tali".
La risposta di Wyle
Wyle ha ringraziato il collega dicendogli che lo aveva commosso e poi ha raccontato la sua versione dei fatti: "Ricordo perfettamente che la prima settimana di E.R., lui chiamò l'intero cast nella sua roulotte e disse ‘Ok, ragazzi, ecco come lavoreremo: saremo gentili con tutti, non ci saranno divisioni tra cast e troupe, tra primo piano e sfondo, impareremo le nostre battute, saremo puntuali', e tutti presero il lavoro sul serio. Da allora è andata così e i primi 15 anni della mia carriera sono andati così. E ho passato i successivi 15 anni a cercare di ritrovare quella sensazione: quel senso di famiglia, quel senso di impegno. È stato solo con The Pitt che l'ho ritrovato".