Raoul Bova ad Atreju: "Si è parlato più dell'audio sugli occhi spaccanti che della guerra"
Spettacolo
L’attore è stato ospite del panel sull’odio social, accanto ad Arianna Meloni. "Ho pagato con l'uccisione pubblica", ha confessato Raoul Bova, negli scorsi mesi al centro del gossip per un flirt con Martina Ceretti
Ad Atreju - manifestazione politica promossa dall'organizzazione giovanile dei partiti di destra italiani - è andato in scena un panel sull'odio social. Protagonista dell'incontro, l'attore Raul Bova. Che, per via dell'audio inviato alla top model Martina Ceretti, di odio social è stato inondato.
Lo sfogo di Raul Bova
Al panel Non con la mia faccia. Deep fake, web reputation e odio social, Raul Bova ha parlato della vicenda che l'ha visto protagonista. L'audio in cui, riferendosi a Martina Ceretti, definiva i suoi occhi "spaccanti", è diventato virale. Ed è stato oggetto di centinaia di meme.
"Ho pagato con l'uccisione pubblica, con una persona che mi ha sbeffeggiato, umiliato: è diventato tutto virale. Tutti sapevano di questa parola famosa, 'occhi spaccanti', parola che è andata più in voga di qualsiasi altra cosa, più della guerra, più dei massacri. Questa è stata l'Italia che mi ha massacrato. Io sono stato lasciato solo", ha confessato l'attore. Spiegando che, in un solo giorno, è cambiata la sua percezione della vita e della realtà, tanto da farlo dubitare si se stesso. "Mi pento dei miei errori, ma una persona singola, che aveva degli audio privati e delle chat, ha pensato di usarli a scopo di lucro, diffamando e dimenticando che cosa andava a fare. Cercando di accrescere la sua popolarità e uccidendo una persona pubblicamente", ha continuato, confessando di essere stato ricattato da chi voleva solo i suoi soldi.
Cos'è successo a Raul Bova
Negli scorsi mesi, il nome di Raoul Bova è finito al centro di un acceso dibattito mediatico per la diffusione dei suoi audio privati con la modella Martina Ceretti, in cui descriveva lo sguardo di lei con l’espressione “occhi spaccanti”. Il frammento è rapidamente diventato virale sui social, scatenando un’ondata di ridicolizzazione e commenti che, secondo Bova, ha superato perfino l’attenzione per eventi di cronaca più seri. L’attore ha denunciato di essere stato vittima di un tentativo di estorsione legato alla pubblicazione degli audio e ha sottolineato di essersi rifiutato di cedere alle minacce, sostenendo di essersi sentito “umiliato” e “lasciato solo” mentre la frase circolava ovunque. Per cercare di arginare la diffusione incontrollata, i suoi legali hanno anche depositato la registrazione dell’espressione “occhi spaccanti” all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, e il Garante per la privacy ha ottenuto la rimozione dai principali motori di ricerca di alcuni contenuti online legati all’audio. Tuttavia, la vicenda ha avuto pesanti ripercussioni su di lui.