Teatro alla Scala, “La Bayadère” di Nureyev apre le danze dopo il rinvio per Covid. VIDEO

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Chiara Ribichini

La celebre coreografia, creata per l’Opéra di Parigi nel 1992 e mai rappresentata da un’altra compagnia fino ad ora, ha inaugurato la stagione del balletto del Piermarini con un nuovissimo e incantevole allestimento di Luisa Spinatelli. Un vero capolavoro che riesce ad esaltare le qualità del Corpo di Ballo diretto da Manuel Legris

Vestali, guerrieri, idoli d’oro, ombre che affiorano da un regno ultraterreno. La Bayadère arriva finalmente sul palco e apre la stagione del balletto del Teatro alla Scala nella versione creata da Rudolf Nureyev per l’Opéra di Parigi nel 1992 che, per la prima volta nella storia, viene rappresentata da un’altra compagnia. Un debutto tanto atteso, slittato per alcuni casi di contagio. Date spostate (la prima era prevista per il 15 dicembre), cast rimpastato, il Covid questa volta non ha fermato un teatro che riesce a farsi trovare sempre pronto di fronte agli inevitabili imprevisti e cambi di scena dovuti all’emergenza sanitaria. “Nonostante tutte le quarantene e le difficoltà di questo periodo siamo riusciti in qualche modo a portare questo grandissimo balletto in scena. Per tutti noi è una sfida ma è una sfida tutti i giorni e non era molto diverso dal solito” sottolinea a Sky Tg24 il primo ballerino Timofej Andrijashenko.

Una prima storica

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Dopo l’anteprima riservata agli Under 30 di lunedì 20 dicembre, a cui abbiamo assistito, La Bayadère ha aperto così ieri il sipario del Piermarini sulla danza e sarà in scena fino al 13 gennaio. Un’inaugurazione in grande stile con la coreografia creata da Rudolf Nureyev nel 1992, tre mesi prima di morire, probabilmente la sua rilettura più riuscita di un capolavoro assoluto del repertorio, ripresa, in collaborazione con Florence Clerc, dal direttore del Corpo di Ballo Manuel Legris che fu interprete di Solor fin dalla creazione e per innumerevoli occasioni dopo. Un’occasione anche per dare luce a un Corpo di Ballo capace di portare in scena, tra mille difficoltà, un balletto estremamente complesso che culmina con l’atto delle ombre, vera perla del repertorio classico e una sfida per ogni compagnia.   
“Nikiya è sicuramente il ruolo che in questi anni ho aspettato di più – svela la prima ballerina Nicoletta Manni - Sono contenta di averlo interpretato proprio adesso perché apprezzo ancora di più l’importanza e il valore di questo personaggio. E’ molto sensibile ma è autoritaria, c’è tanta danza, tanta tecnica, interpretazione e dramma”.

L’incanto di Luisa Spinatelli

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Nuovissimo l’allestimento, firmato da Luisa Spinatelli. Scene e costumi che riescono a tratteggiare quell’India speziata fatta di intrighi, amori e inganni. C’è tanto oro e luce nei primi due atti ma anche tanti colori pastello. Decorazioni orientali e architetture semplici e lineari. Un gioco di sfumature incantevole capace di immergere gli artisti in un’atmosfera onirica. “Per me il balletto deve essere sempre un sogno, le uniche realtà sono gli oggetti. Tutto il resto deve essere evocativo” spiega la scenografa e costumista a Sky Tg24. E sottolinea: “Il costume da ballo è il più difficile tra i tre generi dello spettacolo. Va lasciata una grande libertà, la costruzione e la pesantezza dei tessuti deve essere calcolata in funzione del movimento che fa il ballerino”. Sul podio il Maestro Kevin Rhodes con la sua travolgente direzione d’orchestra.

Il cast

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Ad aprire le danze Nicoletta Manni (Nikiya), Timofej Andrijashenko (Solor) e Maria Celeste Losa (Gamzatti).

Il 30 dicembre in scena Nicoletta Manni (Nikiya), Timofej Andrijashenko (Solor) e Virna Toppi (Gamzatti) e nell’ultima recita dell’anno, il 31 dicembre alle ore 18, Martina Arduino (Nikiya), Marco Agostino (Solor) e Alice Mariani (Gamzatti). Nelle prime rappresentazioni del 2022 Svetlana Zakharova, nel ruolo di Nikiya, che l’ha vista acclamata alla Scala nelle versioni Makarova e Grigorovich, e che danzerà il 5 e l’8 gennaio per la prima volta accanto a Timofej Andrijashenko (Solor) con Maria Celeste Losa nel ruolo di; il 7 gennaio saranno in scena Vittoria Valerio (Nikiya), Claudio Coviello (Solor), Virna Toppi (Gamzatti). Il 12 gennaio Nicoletta Manni sarà ancora in scena, con Nicola del Freo (Solor) e Virna Toppi (Gamzatti) e chiuderanno le recite, il 13 gennaio, Martina Arduino (Nikiya), Marco Agostino (Solor) e Alice Mariani (Gamzatti).

Accanto a loro, molti altri artisti saranno impegnati nei vari ruoli del balletto: l’Idolo d’oro (Federico Fresi, Domenico Di Cristo, Mattia Semperboni, Francesco Mascia), Fachiro (Domenico Di Cristo, Federico Fresi, Rinaldo Venuti, Eugenio Lepera), l’Alto Bramino (Massimo Garon, Daniele Lucchetti, Giuseppe Conte), il Rajah (Mick Zeni, Christian Fagetti, Gabriele Corrado), Lo schiavo (Gabriele Corrado e Edoardo Caporaletti), Aya (Giuseppina Zeverino e Beatrice Carbone), le tre ombre soliste (Agnese Di Clemente, Caterina Bianchi , Gaia Andreanò  in alternanza con Maria Celeste Losa , Caterina Bianchi  Alice Mariani  e con  e Agnese Di Clemente, Camilla Cerulli, Gaia Andreanò).

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