Raffaella Carrà, la lettera omaggio di Gianni Morandi

Spettacolo

Matteo Rossini

©Kika Press

Gianni Morandi su Instagram: "Raffaella, ti voglio bene, mi manchi, ma sono sicuro che ci incontreremo ancora per cantare e ballare insieme”.

Da Vasco Rossi a Laura Pausini, da Simona Ventura a Ornella Vanoni passando per Antonella Clerici, Cristiano Malgioglio e Patty Pravo, in questi giorni amici e colleghi dell’icona italiana nel mondo hanno espresso vicinanza, affetto e tristezza per la sua scomparsa.

Gianni Morandi: “Una ondata di dolore e commozione ha attraversato tutta l’Italia”

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Nelle scorse ore Gianni Morandi ha scritto una delicata ed emozionante lettera all’amica, la cui strada ha incrociato la sua circa sessant’anni fa. 

 

Il cantante e attore ha affidato le parole a Instagram: “Cara Raffaella, lunedì pomeriggio, quando è arrivata quella notizia bruttissima e inaspettata, una ondata di dolore e commozione ha attraversato tutta l’Italia e tante altre parti del mondo. Da quel momento tutte le emittenti televisive, il mondo del web, le agenzie di stampa, le redazioni dei giornali, hanno mandato e rimandato in continuazione la tua immagine, insieme alla triste notizia. Il tuo sorriso, i tuoi occhi, i tuoi capelli, la tua simpatia, sono apparsi ancora una volta nelle nostre case, nei nostri smartphone, nella nostra vita. Ti sarai accorta di quanto affetto e quanto amore abbiamo per te e non può essere altrimenti, visto che ci hai fatto compagnia per più di mezzo secolo, ci hai fatto ridere e commuovere, cantare e ballare in allegria”.

Gianni Morandi: “Ricordo la nostra adolescenza a Bellaria”

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Gianni Morandi ha poi regalato al pubblico un prezioso ricordo del passato: “Ricordo la nostra adolescenza a Bellaria, nei primissimi anni ‘60, d’estate, quando io cantavo al caffè concerto ‘Nuovo fiore’, in piazza Matteotti e tua nonna Andreina si affacciava alla finestra, lì sopra, mi ascoltava e mi salutava col braccio. Ricordo te, che abitavi con lei e venivi a giocare a ping-pong alla sala ‘Cristallo’ e a tutti noi ragazzini che ti ronzavamo intorno, regalavi sorrisi e poi scappavi verso i tuoi sogni, la danza e la musica… Ricordo tutte le volte che in seguito ci siamo rivisti, a Canzonissima con Corrado ed, a Pronto Raffaella, a Carramba e in tanti altri momenti, fino a pochi anni fa quando abbiamo cantato e ballato insieme a tutto il pubblico dell’Arena di Verona…”.

Gianni Morandi: “Ci incontreremo ancora per cantare e ballare insieme”

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Gianni Morandi ha concluso: “Infine, poco più di due mesi fa, esattamente il 17 aprile, con la tua solita generosità mi hai telefonato per chiedermi come stavo dopo l’incidente con il fuoco e ci siamo salutati con una tua battuta in dialetto romagnolo:

‘Burdel, basta zughé cun e fog…’. Raffaella, ti voglio bene, mi manchi, ma sono sicuro che ci incontreremo ancora per cantare e ballare insieme”.

Raffaella Carrà, la donazione prima di morire

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Raffaella Carrà alcune settimane prima di morire ha firmato da un notaio la donazione della palestra in cui era solita allenarsi a Porto Santo Stefano alla locale Confraternita di Misericordia affinché la onlus potesse usarla per ampliare le sue attività benefiche verso la popolazione, questo quanto emerge ora dall’Argentario. Il fondo è di centosessanta metri quadri, alto cinque metri e si trova nella parte superiore del paese, sulla via Panoramica, vicino a una scuola materna".

 

Roberto Cerulli, governatore della Misericordia, ha dichiarato: "Poche settimane fa ci convocò a Roma, dal suo notaio. Mi chiamò qualche giorno prima dicendo di voler donare alla Misericordia un suo immobile a Porto Santo Stefano, per le nostre attività. Andammo a vederlo, un regalo grandissimo per il valore immobiliare. E così la incontrammo a Roma dal notaio. E anche lì la sua presenza si caratterizzo dall'accoglienza, dalla disponibilità e dalla dolcezza. Intrattenne con noi tanti discorsi e come accennavamo a qualche tipo di ringraziamento sviava sempre il discorso". 

 

Roberto Cerulli ha poi aggiunto: “Volle conoscere meglio le nostre attività. Ci vedemmo con lei e con altri confratelli al bar Fuga. Parlammo un’oretta. Volle sapere i dettagli dei nostri servizi, delle nostre attività, di come fosse difficile riuscire a mantenere in piedi un'associazione cosi' importante per l'Argentario intero. Volle conoscere le difficoltà che stavamo incontrando con le emergenze Covid, le motivazioni dei volontari, le loro paure, i sentimenti delle loro famiglie. Rimase ammirata per l'opera dei nostri ragazzi. La invitai allora a visitare la sede sul nostro Lungomare ed accettò. Ci incamminammo e in pochi attimi Raffaella era a farci visita. Con tutte le precauzioni possibili salutò i volontari in servizio e volle visitare i nostri mezzi. Veramente un bell'incontro che poi, senza che potessimo immaginarlo, ha portato a questa donazione".

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