Gucci e le calze smagliate da 140 euro che fanno scalpore ma sono sold out

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

gucci

Sui social se ne parla da giorni, anche con toni critici e polemici, eppure nel giro di poche ore i collant strappati di Gucci sono andati esauriti. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul caso “calze rovinate strapagate”. E sui tanti altri illustri precendenti (che ora abbiamo tutti, o quasi, nell'armadio)

Le calze smagliate firmate Gucci in vendita alla cifra di 140 euro sono sulla bocca di tutti. E già nel cassetto di tanti: il prodotto, infatti, è sold out.

Tous vendus” scrive il sito di e-commerce francese Ssense, l’unico in cui si possa vedere il collant “incriminato”.
Nonostante le critiche fiorite sui social network, il modello delabré firmato Gucci ha fatto breccia nei cuori dei fashion victim.

Ma perché ha fatto così discutere? Pare non si tratti di un mero fattore economico perché non è solamente il prezzo che lascia allibiti i più: è proprio il prodotto in sé che ha suscitato perplessità in quanto venduto già rovinato.

E, se proprio lo stile slabbrato dal retrogusto punk dovesse conquistarci, la domanda sorge spontanea: perché non ce li possiamo strappare da soli i collant? Senza sborsare decine e decine di euro, ecco.

Questi sono gli interrogativi sbocciati sui social, Instagram e Twitter in primis. Su quest’ultimo la querelle è diventata a tratti filosofica, con sostenitori della tesi “è una chiara decostruzione del lusso” che litigano con chi intravede una critica al consumismo. C’è perfino chi azzarda a una riflessione sulla caducità della moda...

Interpretazioni elaborate VS tasto "acquista"

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Mentre molti si perdevano in elaborate interpretazioni che esplorano i meandri cerebrali dei fashionhaolic e della società odierna, l’altra metà della società odierna è corsa a fare clic su “aggiungi carrello” e “procedi all’acquisto”, accaparrandosi tutti i collant bucati e smagliati sul sito francese in cui erano disponibili.

Per chi pesa tutto all’etto come in salumeria, si tratta di 140 euro per mezzo metro di lycra con i buchi, d’accordo. Però dietro quel mezzo metro c’è molto di più: almeno due secoli + un ventennio di moda, ad esempio.

Perché la cosa che lascia un po’ perplessi è tutto questo sdegno pronunciato (anzi: twittato e postato) da chi magari indossa un paio di jeans strappati...

In principio fu il jeans strappato

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L’operazione di moda - prima ancora che di marketing - firmata da Alessandro Michele, direttore creativo della maison fiorentina, è figlia dell’evoluzione del fashion. Così come vent’anni fa fece scalpore il primo paio di jeans strappati, già venduti così s’intende, oggi tocca alle calze.

E indovinate un po’ due decadi fa chi è stato a sdoganare i pantaloni in denim rovinati? Proprio Gucci.

Sulla scia della moda grunge anni Novanta e dei residui dello stile da rebel boy targato punk ’77, nel 1998 Gucci realizza i Genius Jeans, strappati e decorati con pezzi di tessuto floreale. Messi in commercio a 3,143 dollari, entrano nel libro dei Guinnes dei primati come i pantaloni più costosi mai prodotti all’epoca.

Il marchio Made in Florence aveva poi inaugurato un’altra variante, quella dei jeans macchiati d’erba (venduti a 650 euro).

Collant strappati, i precedenti

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Però non è Gucci il primissimo brand a puntare sui collant strappati: prima Alexander Wang nel 2008 e poi Hedi Slimane per Saint Laurent nel 2015 li hanno fatti uscire in passerella per coronare outfit femminili molto rock e dannati. Perfetti per femme fatale che non temono di certo che un buco nella calza possa intaccare il loro fascino.

Pure lo showbiz ha aperto la strada ai collant rovinati, ad esempio Shakira in un videoclip del 2002 e Dua Lipa pochi mesi fa, quando ha sdoganato i collant smagliati mostrandoli in una foto su Instagram. «Ho cambiato quattro paia di collant con questo vestito», ha scritto nella didascalia, rassegnandosi alle smagliature.

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