Coronavirus, Bruce Springsteen a Trump: "Mettiti la mascherina"

Spettacolo

Chiara Ribichini

Il Boss attacca il presidente Usa per la gestione dell'emergenza sanitaria durante la sua trasmissione radiofonica: "Quelle vite meritavano di meglio che essere una sconveniente statistica per gli sforzi di rielezione del nostro leader"

"Mostra considerazione per il tuo Paese: mettiti la mascherina". Si rivolge così Bruce Springsteen a Donald Trump (QUI LE PRIME IMMAGINI CON LA MASCHERINA) durante la sesta puntata della sua trasmissione radiofonica. Il Boss non usa mezzi termini e definisce il presidente una "disgrazia nazionale" per la gestione del coronavirus (AGGIORNAMENTI - SPECIALE), costato la vita a quasi 120.000 americani. "Quelle vite meritavano di meglio che essere una sconveniente statistica per gli sforzi di rielezione del nostro presidente" ha rimarcato in collegamento dalla sua abitazione con la E Street Radio, il canale tematico della piattaforma Sirius XM, per il sesto episodio di “Bruce Springsteen: From his home to yours”. L'attacco a Trump subito prima di presentare il brano “Disease of Conceit” di Bob Dylan, incluso nella nuova playlist del Boss.

LE STAR CONTRO TRUMP

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Diversi gli attacchi arrivati in questi mesi dai protagonisti della musica e del cinema al presidente Trump per la gestione dell'emergenza sanitaria. "Vuole solo essere rieletto, non gli interessa nemmeno quante persone muoiono" ha detto qualche settimana fa Robert De Niro. Così a fine marzo Ridley Scott, in un'intervista a Variety: "Quel tizio con i capelli rossi è fuori di testa, non è vero?".

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Dure critiche a Trump in queste settimane anche il suo comportamento nella difficile situazione che stanno vivendo gli Stati Uniti dopo l'uccisione di George Floyd.  “Dove sei? La nostra nazione è paralizzata e in ginocchio implorando di essere ascoltata e supplicando il cambiamento. Dov’è il nostro leader compassionevole?" lo ha incalzato in un video The Rock, Dwayne Johnson. Ma sono tanti gli artisti che non amano Trump tanto da essere stati citati anche dallo stesso presidente in alcuni suoi discorsi. Come quando disse: "Non ho avuto bisogno di Beyoncé e Jay-Z, non ho avuto bisogno del piccolo Bruce Springsteen per conquistare la vittoria del 2016". I R.E.M. tre giorni fa hanno annunciato di voler impedire legalmente al presidente di usare la loro musica. Così quando in un comizio a Minneapolis fece precedere il suo discorso da "Purple Rain" intervennero gli eredi di Prince sottolineando che non avrà mai il permesso di usare le sue canzoni.

The Boss contro Trump

 

Lo stesso Boss negli anni ha attaccato spesso Trump. Sostenitore di Hillary Clinton,  nel 2017 aveva collaborato a una canzone contro di lui riprendendo le parole del suo spot elettorale. Ad ottobre dello scorso anno, in un'intervista alla Cbs, non si era risparmiato: “È spaventoso, sai? Viviamo in un momento spaventoso. La gestione della nazione è stata gettata via da qualcuno che non ha idea di cosa ciò significhi. E sfortunatamente abbiamo qualcuno che ritengo non abbia una comprensione del significato profondo di cosa significhi essere un americano”.

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