Riapertura post Coronavirus: per cinema, musica e teatro ripartenza a ostacoli

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I tecnici stanno studiando i possibili scenari, e ipotizzando le modalità di riapertura di cinema e teatri. Ma cosa succederà al mondo dello spettacolo?

Le misure contenute nel decreto Rilancio per i lavoratori dello spettacolo

 

Cinema, musica, teatro: tra i settori più penalizzati dal lockdown (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - I NUMERI ITALIANI: GRAFICHE) non si può non parlare dello spettacolo.

E mentre alcuni Paesi del mondo sperimentano la riapertura delle sale cinematografiche, dei teatri e persino delle discoteche, in Italia non esiste - ad oggi - una data certa.

Quando riapriranno cinema e teatri?

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Secondo le indiscrezioni, il Governo starebbe pensando di riaprire cinema e teatri a partire dalla prima settimana di giugno: è questa l’ipotesi del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile. La valutazione è stata fatta sulla base dei dati epidemiologici, su quanto proposto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, sull’impatto che la riapertura di cinema e musei potrebbe avere.

Tuttavia, ad oggi, non vi sono certezze: ancora non si sa l’allentamento del lockdown (cominciato il 4 maggio) quali conseguenze ha portato. E i tecnici si riuniscono ogni 14 giorni per definire i successivi step. L’idea è quella di far entrare al cinema e a teatro un numero limitato di persone (così da rispettare il distanziamento di almeno un metro tra gli spettatori), obbligandole ad indossare le mascherine. Ci sarà presumibilmente il controllo della temperatura in entrata e in uscita, ci saranno dispenser igienizzanti all’ingresso, ticket digitali e nessuna coda in biglietteria (tutto verrà gestito in via telematica oppure tramite App). Tra le possibilità al vaglio, anche quella di mettere un limite di spettatori (si parla di 200 persone al chiuso e 1000 all’aperto). Ma, per ora, sono solamente ipotesi.

Gli appelli del mondo dello spettacolo

“Un health-care anti-Covid per il personale stabile e per gli artisti freelance che, di volta in volta, vengono ospitati”, “Far rispettare le distanze di sicurezza limitando la capienza di persone nelle sale di teatri ed auditorium, una misura fattibile e già sperimentata in Europa”: queste alcune richieste dell’appello che il tenore modenese Matteo Macchioni ha fatto al Governo. Ma, la sua richiesta, verte anche sui contratti: “I contratti potrebbero prevedere un compenso non più solo focalizzato sulla remunerazione della performance, ma suddiviso in un'equa remunerazione del periodo di prove, naturalmente un compenso per le prestazioni artistiche e un giusto rimborso spese per il viaggio e per l'alloggio".

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Ancor più difficile è la situazione della musica: come evitare gli assembramenti durante un concerto? Da Tiziano Ferro a Laura Pausini, tanti sono gli artisti che nelle ultime settimane hanno chiesto tutele per chi lavora nel mondo dello spettacolo. E per gli amanti della musica, che hanno acquistato biglietti per gli eventi in programma nel 2020 e tutti annullati.

E il cinema? Ad oggi, diverse sono le soluzioni sul tavolo. E, in attesa che si prenda una decisione in merito alla riapertura delle sale, le città si stanno riorganizzando. Diversi sono i drive-in che presto apriranno i battenti. Una sorta di ritorno al passato, per un futuro che faccia un po’ meno paura.

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