L’arte è vita, la petizione di Alessio Boni per aiutare i lavori dello spettacolo

Spettacolo
©Getty

Il mondo dell’arte è ricco di lavoratori non tutelati. La petizione di Alessio Boni nasce con l’intento di aiutarli

L’emergenza coronavirus (AGGIORNAMENTI - SPECIALE - LA MAPPA) ha colpito tutti i settori lavorativi, ponendo un freno netto al mondo dello spettacolo, dal cinema alla televisione, fino al teatro. Ogni evento è stato interrotto e non si ha ancora alcuna garanzia su un possibile ritorno.

Quando si pensa al mondo dell’arte si tende a concentrarsi su ricchi ingaggi e grandi star. La realtà però è che la pandemia ha messo in ginocchio un settore composto soprattutto da lavoratori non tutelati. A spiegarlo in maniera concreta è stato l’attore Alessio Boni, intervenuto a Sky TG24.

Sulla nota piattaforma “Change.org” ha lanciato una petizione molto importante: L’arte è vita. Nella pagina dedicata è possibile leggere: “Gli spettacoli dal vivo muovono un mondo che non appare sul palcoscenico: registi, sceneggiatori, drammaturghi, coreografi, tecnici audio, tecnici luci, manager, addetti stampa, promoter, organizzatori, impiegati amministrativi, agenti di spettacolo, scenografi, costumisti, montatori, fotografi, operatori del cinema, sarti, truccatori, parrucchieri, trasportatori, addetti alle pulizie, alla biglietteria, addetti di sala, maschere, giornalisti di settore”.

Lavoratori senza garanzie, anche tra gli artisti, dai professori d’orchestra ai coristi, fino ai ballerini. Questo il messaggio lanciato da Boni in diretta. L’attore ha sottolineato come si contino più di 600mila lavoratori dello spettacolo privi di tutela, considerando la tipologia dei loro contratti: “Ogni anno occorrono dei corsi per restare al passo, aggiornandosi su determinate tecnologie. Il tutto a loro spese, senza sussidi e cassa integrazione. C’è gente che vende chitarre per pagare l’affitto. Ecco il nostro appello”.

Emergenza Covid-19

Da bergamasco, Alessio Boni ha una visione purtroppo migliore di altri dell’emergenza coronavirus. Il suo territorio è stato particolarmente colpito. Le foto terribili, così come le storie di Bergamo hanno fatto il giro del mondo, al punto che il New York Times ha citato l’intera area come una delle più colpite dal Covid-19.

Tutti hanno purtroppo storie difficili da raccontare. Amici e cari perduti e altri impegnati da mesi in questa lotta impari contro il Covid-19. In una situazione di totale emergenza è però necessario preoccuparsi dei più deboli, dando loro sostegno. Per questo motivo Boni ha deciso di sfruttare la propria notorietà per fare qualcosa a tutela dei lavorati dello spettacolo in ombra. Il suo augurio è che si possa istituire un reddito. La speranza è invece quella di poter ripartire in fretta, riportando l’arte negli spazi all’aperto, con le dovute precauzioni: “È necessario tornare a dar vita all’arte”.

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