Tiziano Ferro dopo il matrimonio: “Sono cattolico, il mio è un Dio che ama”

Spettacolo

In un lungo messaggio, pubblicato sul Corriere della Sera, il cantante racconta il non semplice percorso che l'ha portato fino alle nozze, un evento “molto più grande di Victor e me. Riguarda tutti”

Tiziano Ferro, a pochi giorni dalla cerimonia di Sabaudia con cui ha sposato Victor Allen (dopo una primo rito celebrato negli Stati Uniti), racconta a cuore aperto le sue sensazioni e il percorso che l'ha portato fin qui in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera.

I ricordi del passato

“Fino a pochi anni fa nessuno conosceva la mia storia - esordisce il cantante - solo le chiese, il mio inconscio, i miei quaderni; qualche cuscino, la mia mente e le sue stanze. Solo io, a guardarmi ogni mattina allo specchio, senza apprezzarmi. Per poi ricominciare. Finché ho conosciuto l’amore”. Un approdo a cui l'artista è però giunto solo dopo un percorso di ricerca: “Mi ricordo quando, appena ventenne, sfogliavo libri in cui si parlava di omosessualità. Avevo il terrore di ritrovarmi nelle storie raccontate esplicitamente, quando timoroso andavo a cercare quei volumi stipati in un settore piccolissimo nelle librerie del centro di Latina”. Lì cercava “una strada, un suggerimento, la salvezza, o forse solo cose che conoscevo già ma che - viste nero su bianco - forse mi sarebbero sembrate più semplici. Ero uno su tremila in quelle librerie e mentre leggevo i risvolti di copertina mi sembrava che tutti gli altri guardassero solo me”.

Il rapporto con la religione e la centralità dell'essere umano

“'Io sono cattolico' ho sentito dire a tanta gente indignata di fronte alle manifestazioni a sostegno dei diritti degli omosessuali”, prosegue Ferro che poi sottolinea: “Anch’io sono cattolico. Ma il messaggio che porto nel cuore è quello dell’amore universale, della carità, del soccorso reciproco, del rispetto per tutti, della compassione. Né ragione, né torto; questa è semplicemente la mia esperienza, la mia storia”. L'artista invita a mettere “al centro l'essere umano”: “Le donne, gli uomini, i bambini, gli esseri umani tutti. E la famiglia in ogni sua accezione, purché al centro ci siano sempre amore e protezione”. Un contesto ideale che in questi anni il cantante ha però sentito lontano dalla realtà di tutti i giorni, soffrendone: “La disparità di diritti mi ha fatto sentire deluso, amareggiato, arrabbiato”.

Il Dio di Tiziano Ferro e l'importanza del matrimonio

La star tratteggia poi le caratteristiche del “suo” Dio: “Il mio è un Dio che ama, che custodisce, che non chiede pegno. È un Dio simpatico. Un miracolo è tutte le volte che una cosa riesce meglio di come te l’aspettavi. Un miracolo è tutte le volte che la vita è più bella di come l’avevi immaginata”. La chiusura richiama infine il matrimonio appena celebrato, che deve diventare un messaggio per tutti: “La cosa è molto più grande di Victor e di me. Riguarda tutti. Riguarda ogni ragazzino nascosto in mezzo agli scaffali di una libreria, con quel libro in mano. Uno su tremila. E riguarda ogni italiano libero, onesto, e innamorato come me di quel Dio simpatico”.

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