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Ingv, Stromboli in “apparente instabilità”. Non si possono escludere future esplosioni

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 20/08

2' di lettura

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’Etna ha fatto registrare esplosioni nei crateri sommitali dopo l’eruzione del 3 luglio, un tipo di evento che “non si può prevedere” 

Il vulcano Stromboli ha fatto parlare di sé per l’eruzione di inizio luglio, che ha provocato una vittima e portato all’evacuazione di molte persone, ma secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in seguito a quegli eventi il cratere siciliano si è “mantenuto in stato di apparente instabilità”. Dopo quanto accaduto oltre un mese fa, con un’eruzione tra le più intense da quando è iniziato il monitoraggio del vulcano nel 1985, gli esperti sottolineano che non si possono escludere future esplosioni.

Stromboli, l’Ingv: “Rischio vulcanico costante"

L’eruzione vulcanica dello Stromboli del 3 luglio ha causato la morte di un escursionista 35enne, oltre a costringere quasi 100 persone a lasciare l’isola, in particolare Ginostra, una delle zone più colpite. In un video pubblicato sul sito dell’Ingv, il direttore dell’Osservatorio etneo dell’istituto Eugenio Privitera spiega che, dopo l’attività recente, c’è il rischio che il cratere siciliano si renda protagonista di nuove eruzioni. Lo Stromboli è infatti rimasto in stato di “apparente instabilità, caratterizzato da esplosioni di ampiezza media o alta nei crateri sommitali”. Eventi come quelli del 3 luglio sono definiti “esplosioni parossistiche”, e non si possono prevedere anche a causa dell’assenza di fenomeni che li precedono. Privitera ricorda inoltre come lo Stromboli sia “un vulcano in attività persistente e ciò determina la presenza di un rischio vulcanico costante".

L’attività dello Stromboli

Il monitoraggio dello Stromboli è cominciato nel 1985: da quell’anno, l’eruzione del 3 luglio rappresenta una delle esplosioni più forti registrate, in seguito alla quale gli esperti hanno osservato “alcune piccole colate laviche per trabocco sulla parte medio-alta della sciara del fuoco” e “piccole frane, con il rotolamento di blocchi incandescenti che finiscono in mare”, come spiegato da Privitera. La recente attività di un altro vulcano siciliano, l’Etna, è stata l’oggetto ritratto in uno scatto di Dario Giannobile, premiata dalla Nasa come foto del giorno del 19 agosto: l’immagine mostra grandi nubi lenticolari allineate sopra il cratere e illuminate dalla Luna e dal bagliore generato da una colata lavica. 

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