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Rinvenute nei fondali di Panarea sabbie simili a quelle di Marte

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2' di lettura

Questa scoperta potrebbe consentire alla comunità di scientifica di ottenere una migliore comprensione dei processi geologici che hanno interessato la Terra nella fase della sua formazione 

Insolito ritrovamento a Panarea: sul fondale marino dell’isola un gruppo internazionale di scienziati, guidato da Annalisa Ferretti del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università di Modena e Reggio Emilia, ha accertato la presenza di sabbie primordiali simili a quelle di Marte. Questa scoperta potrebbe consentire alla comunità di scientifica di ottenere una migliore comprensione dei processi geologici che hanno interessato la Terra nella fase della sua formazione e di compiere significativi passi avanti nella ricerca di acqua e forme di vita sul Pianeta Rosso. I risultati dello studio, coordinato da Marcella di Bella dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Nature Scientific Reports. Hanno dato il loro contributo alla ricerca anche gli esperti del Centre de Biophysique Moléculaire di Orléans e delle Università di Messina e Bologna.

L’importanza della scoperta

Gli esperti hanno analizzato un campione di sabbia idrotermale a 80 metri sul fondale marino al largo di Panarea. “Avere a disposizione un vero e proprio laboratorio naturale attuale, unico nel suo genere, in cui verificare la formazione di strutture finora analizzate solo allo stato fossile rappresenta un’importante opportunità”, dichiara la professoressa Annalisa Ferretti. “Ora sarà possibile applicare la conoscenza di questi processi a uno scenario più ampio, che spazia dal tempo profondo all’esplorazione dell’universo”, sottolinea la ricercatrice.

L’assenza di acqua su Marte

Le esplorazioni dei rover inviati su Marte hanno confermato che in passato sul Pianeta Rosso erano presenti fiumi e laghi. Nel corso del tempo questi specchi d’acqua si sono prosciugati e ora il corpo celeste è molto simile a un deserto. Ma com’è avvenuta questa trasformazione? Secondo gli scienziati della Nasa, una possibile risposta al mistero potrebbe essere nascosta nelle tempeste di sabbia che spesso infuriano sul pianeta. Il ricercatore Geronimo Villanueva spiega che questi fenomeni bloccano il ciclo dell’acqua, spingendo il vapore acqueo marziano più in alto del normale e impedendone così la condensazione e la ricaduta sulla superficie. 

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