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Ottenute piante transgeniche in grado di aumentare la resa del 40%

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2' di lettura

Il genoma di alcune piante di tabacco è stato modificato per ottimizzarne la fotosintesi, facendo aumentare la loro produttività del 40%. In futuro processo applicabile a colture alimentari 

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti e dell'Università dell’Illinois ha ottenuto delle piante di tabacco geneticamente modificate, in grado di attivare una fotosintesi ‘turbo’ grazie alla quale la loro produttività aumenta addirittura del 40%. Si tratta di un risultato notevole, che in futuro potrà aiutare a migliorare la resa di molte colture importanti per l’uomo a livello globale, come riso, grano e soia. La ricerca, coordinata da Paul South e Donald Ort, è stata pubblicata sulla rivista Science.

Ottimizzare la fotosintesi

Le tecniche oggi utilizzate per incrementare i raccolti puntano sull'aumento di pesticidi, fertilizzanti e irrigazione. L’obiettivo prefissato della ricerca è invece quello di migliorare la produttività delle piante ottimizzandone la fotosintesi, grazie alla quale i vegetali convertono la luce solare in energia, ma il meccanismo che sta alla base del processo può essere a volte dispendioso. I ricercatori sono quindi riusciti a modificarlo in alcune piante di tabacco, rendendolo più semplice e diretto. A tal fine, hanno utilizzato geni di altri organismi per costruire un percorso molecolare sintetico, tra i quali quelli del batterio Escherichia coli, della minuscola alga verde Chlamydomonas reinhardtii, dell'arabetta comune e della zucca.
L’insieme di tutti i nuovi geni introdotti nella pianta "ne modifica il metabolismo in modo da renderlo molto più efficiente", ha spiegato l'esperto di biotecnologie Roberto Defez, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). In particolare la loro azione blocca l'espulsione di una molecola chiave per la fotosintesi, chiamata glicolato, che viene riutilizzata rendendo più efficiente l’intero processo.

Incrementare la resa delle colture alimentari

Oltre due anni di studi sul campo hanno dimostrato che le piante di tabacco così modificate si sono sviluppate più velocemente, sono diventate più alte e hanno prodotto circa il 40% in più di steli e foglie rispetto alle piante non transgeniche. Gli studiosi hanno scelto di condurre l'esperimento sul Nicotiana tabacum perché è una pianta più facile da modificare rispetto alle colture alimentari, ma ora il team di ricerca è intenzionato ad applicare la stessa tecnologia su coltivazioni quali soia, fagioli, riso, patate, pomodori e melanzane per ottimizzarne la resa.

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