Mais ogm, studio: nessuna prova di rischi per la salute

Una pannocchia di granoturco (Getty Images)
3' di lettura

È quanto emerge dalla prima analisi condotta in Italia su 21 anni di colture nel mondo. La ricerca è stata condotta dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dall'Università di Pisa

Dall'osservazione delle caratteristiche del mais transgenico non emerge nessuna evidenza di rischi per la salute umana: è quanto rivela uno studio pubblicato su Scientific Reports, basato sulla prima e più vasta analisi dei dati relativi a 21 anni di coltivazioni, dal loro inizio nel 1996 fino al 2016, in Usa, Europa, Sud America, Asia, Africa e Australia. Condotta dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dall'Università di Pisa, la ricerca si basa sugli effetti agronomici, ambientali e tossicologici, "sui campi, sulla qualità del grano, sugli organismi (come gli insetti, ndr) e sulla decompisizione della biomassa nel suolo".

L'analisi

Dall'analisi di 11.699 dati contenuti in articoli di riviste scientifiche accreditate, è emerso che le colture di mais transgenico hanno una resa superiore dal 5,6% al 24,5%, aiutano a ridurre gli insetti dannosi ai raccolti e hanno percentuali inferiori di contaminanti pericolosi negli alimenti, come micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%). Pur non trattandosi di uno studio focalizzato sugli effetti nel consumo umano, la ricerca conclude che i risultati emersi "supportano la coltivazione del mais geneticamente modificato principalmente per la maggiore qualità e per la riduzione dell'esposizione umana alle micotossine". Lo studio, spiegano gli autori all'ANSA, permette di "trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate".

Un argomento dibattuto

Visti i dubbi sulla sicurezza delle piante ogm, 38 Paesi (di cui 19 europei) hanno proibito la loro coltivazione. Tuttavia l'importazione di questi prodotti è ancora ammessa. Sotto il profilo ambientale il mais ogm non reca problemi agli insetti non specificamente bersagliati da questa tecnologia, mentre la qualità e la sicurezza tossicologica del prodotto sono migliori della versione non transgenica. L'osservazione scientifica del mais ogm, in conclusione, non ha evidenziato rischi per la salute o l'ambiente.

Gli italiani e gli ogm

Quasi 7 italiani su 10 (69%) considerano gli alimenti con organismi geneticamente modificati (ogm) meno salutari di quelli tradizionali, mentre l'81% non mangerebbe mai carne e latte proveniente da animali clonati o modificati geneticamente. Il quadro emerge da un'indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione della pubblicazione sui rischi per la salute del mais ogm. I cittadini, afferma Coldiretti, restano fortemente diffidenti sul tema. Non solo in Italia, ma in Europa. Solo due Paesi, Spagna e Portogallo, seminano ogm nel Vecchio Continente, dove si registra un ulteriore calo del 4,3% in un anno della superficie coltivata, secondo l'analisi Infogm. Nel 2017 gli ettari a transgenico ammontavano a 130.571 rispetto ai 136.338 dell'anno precedente. Anche Repubblica Ceca e Slovacchia, continua Coldiretti, hanno abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi "ogm free" dell'Unione europea.

Coltivatore annuncia causa allo Stato

"Dovrò fare una causa allo Stato italiano, perché attenta alla mia salute impedendomi di seminare un prodotto sano che non ha bisogno di trattamenti fitosanitari e insetticidi. Sono 20 anni che lo diciamo che non ci sono problemi". Così Giorgio Fidenato, "paladino" friulano del mais transgenico, commentando all'ANSA lo studio pubblicato su Scientific Reports. Da molti anni l'imprenditore agricolo ha ingaggiato una vera e propria battaglia con le istituzioni procedendo anche a semine che gli sono costate svariate azioni giudiziarie.

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