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Tutte le piante emettono lo stesso ‘odore’ quando sono in pericolo

I Titoli di Sky TG24 delle 18 del 4/10

2' di lettura

Si tratta di un segnale d’allarme universale, formato da un mix di molecole organiche volatili, utile per ‘mettere in guardia’ le altre piante e al tempo stesso respingere i parassiti 

I ricercatori della Cornell University hanno scoperto che in caso di pericolo tutte le piante emettono lo stesso ‘odore’: si tratta di un segnale d’allarme universale, formato da un mix di molecole organiche volatili, utile per ‘mettere in guardia’ le altre piante e al tempo stesso respingere i parassiti. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista di settore Current Biology, potrebbero fornire un valido aiuto alla lotta biologica contro i parassiti in agricoltura, permettendo di controllare i messaggi che le specie vegetali si scambiano per via aerea. Il team di ricerca, composto dai biologi coordinati da Andrè Kessler, è riuscito a intercettare questi segnali conducendo una serie di test sulla Solidago altissima, una pianta erbacea comunemente nota come verga d’oro.

Un segnale d’allarme universale

Per simulare una situazione di pericolo, i biologi hanno permesso a uno scarabeo di infestare alcune piantine, le quali sono poi state messe al centro di alcuni gruppetti di piante sane, tutte in vaso e separate da teli di tessuto, in modo da evitare che potessero ricevere segnali attraverso le radici o per contatto diretto. Dopo alcune settimane, il team di ricerca ha controllato le molecole volatili emesse dalle specie vegetali e le ha confrontate con quelle di altri gruppi di piante sane non attaccate dallo scarabeo. Così facendo hanno scoperto che ogni pianta danneggiata dall’insetto ha prodotto lo stesso mix di molecole organiche. Per gli esperti si tratta di un segnale d’allarme universale che induce le pianete vicine ad incrementare le difese. “Vediamo spesso che le piante attaccate da patogeni o erbivori modificano il loro metabolismo, ma ciò non avviene in maniera casuale”, spiega Kessler. “I cambiamenti metabolici e chimici le aiutano ad affrontare gli attacchi”, prosegue l’esperto. “È un po’ come il nostro sistema immunitario: sebbene le piante non abbiano gli anticorpi come noi, possono contrattaccare con una chimica piuttosto cattiva”.

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