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Tradurre i pensieri in parole, la nuova frontiera dell’Ia

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2' di lettura

Il nuovo sistema è stato messo a punto ai ricercatori della Columbia University. In futuro potrebbe aiutare a esprimersi chi ha perso l’uso della parola in seguito a una malattia 

I ricercatori della Columbia University di New York hanno creato il primo sistema in grado di ‘leggere’ nella mente delle persone e tradurre i loro pensieri in parole. L’invenzione è stata descritta sulle pagine di Scientific Reports. Questa tecnologia potrebbe rappresentare un primo passo verso la creazione di nuovi sintetizzatori linguistici dotati di Intelligenza artificiale e computer che possono contribuire a restituite la capacità di esprimersi alle persone che hanno perso l’uso della parola in seguito a malattie. Il nuovo sistema è basato su un vocoder, un dispositivo in grado di decodificare e sintetizzare i discorsi. Nima Mesgarani, l’autore principale della ricerca, spiega che si tratta nella stessa tecnologia utilizzata per consentire ai dispositivi Echo di Amazon di rispondere alle domande degli utenti.

Lo svolgimento dello studio

Per insegnare al vocoder a interpretare correttamente i pensieri delle persone, Nima Mesgarani ha collaborato Ashesh Dinesh Mehta, neurochirurgo del Northwell Health Physician Partners Neuroscience Institute. L’esperto ha chiesto ad alcuni pazienti con epilessia di ascoltare alcune frasi pronunciate da persone diverse e ha misurato i loro modelli di attività cerebrale. In seguito ha svolto le stesse misurazioni mentre i volontari contavano da 0 a 9. Inviando al vocoder i segnali cerebrali registrati durante il test, il team di ricerca ha ottenuto un suono che, una volta analizzato e ripulito da un sistema di Intelligenza artificiale, si è trasformato in una voce metallica capace di ripetere la sequenza di numeri.

L’obiettivo del team di ricerca

Nima Mesgarani afferma che nel 75% le persone erano in grado di comprendere e ripetere le parole pronunciate dal vocoder. Il team di ricerca desidera replicare l’esperimento utilizzando delle parole o delle frasi maggiormente complesse, utilizzando i segnali cerebrali prodotti da una persona intenta a parlare o a immaginare di farlo. Il loro obiettivo è creare un sistema in grado di tradurre direttamente in parole i pensieri delle persone che hanno perso la capacità di esprimersi a causa di patologie come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)

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