Ricostruite società longobarde tra Italia e Ungheria grazie al Dna

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

L’analisi dei resti rinvenuti tra Collegno e il suolo ungherese mostra una struttura sociale con mescolanza di diversi gruppi europei e tradizioni funerarie ben definite 

L’analisi genetica continua a confermarsi un mezzo cruciale per tracciare profili sempre più precisi delle popolazioni che abitavano la Terra in passato. A partire dai resti di numerosi individui distribuiti tra due cimiteri in Italia e Ungheria è stato infatti possibile, grazie al loro Dna, ottenere preziose informazioni riguardanti le società longobarde che abitavano in questi territori tra il quinto e il sesto secolo dopo Cristo. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications, e ha coinvolto un team internazionale coordinato dalla Stony Brook University di New York, supportato da ricercatori dell’Università di Firenze oltre che da storici, archeologi e genetisti.

Tra Collegno e Szólád

Il dominio dei Longobardi in Italia durò oltre 200 anni, a partire dalla prima invasione avvenuta nel 568. Le informazioni riguardanti la popolazione germanica, e il loro passaggio sul territorio italiano, erano state ottenibili esclusivamente attraverso i resti archeologici. La ricerca è partita proprio da questa base, aggiungendo il supporto decisivo della ricerca genetica. Gli studiosi hanno infatti analizzato il Dna dei resti di 63 individui rinvenuti nel cimitero di Collegno, in provincia di Torino, e in quello ungherese di Szólád, riuscendo a ricostruire la struttura sociale delle famiglie a cui appartenevano.

Famiglie allargate e antenati nordeuropei

I dati ricavati dalle analisi del Dna hanno permesso ai ricercatori di constatare come entrambi i cimiteri contenessero resti di soggetti appartenenti a una famiglia piuttosto allargata, pur mostrando l’esistenza di due differenti gruppi di antenati. Tuttavia, non mancano le differenze tra i due luoghi presi in considerazione: gli individui rinvenuti a Collegno sarebbero appartenuti a una comunità che si era stabilita sul suolo italiano da diverse generazioni; al contrario, la struttura sociale dei longobardi di Szólád farebbe riferimento a un circolo famigliare di tre generazioni illustri e con la presenza di maschi che avrebbero avuto antenati provenienti dal nord e dal centro Europa. Gli elementi in comune tra i resti dei due diversi siti sarebbero invece delle precise tradizioni funerarie e una mescolanza di gruppi provenienti da più parti del territorio europeo, dalla parte settentrionale, fino a quella meridionale. 

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