L’estinzione dei dinosauri ha coinvolto anche gli squali

Squalo (Getty Images)
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Secondo la ricerca dell’Università di Uppsala l’evento ha colpito la fonte alimentare preferita dagli squali Lamniformes, gli odierni grandi predatori bianchi 

Il fenomeno che 66 milioni di anni fa causò l’estinzione e l’annientamento dei dinosauri non volatili, sembra aver profondamente scosso anche l’evoluzione degli squali. L’analisi dei denti fossilizzati sembra, infatti, aver dimostrato che l’estinzione dei rettili segnò un profondo cambiamento nel destino delle due specie di squali che si contendevano gli oceani, alla fine del periodo cretaceo. Secondo gli studi, prima dell’estinzione, erano i predatori apicali Lamniformes a dominare le acque. Dopo la scomparsa dei dinosauri, però, a primeggiare è stata la specie costituita dagli squali denominati Carcharhiniformes, che conserva tuttora il dominio dei mari.

Denti conservati grazie alla fossilizzazione

La ricerca, pubblicata da ScienceNews e condotta dal paleontologo Mohamad Bazzi e da altri studiosi dell'Università di Uppsala in Svezia, ha preso in esame le forme di 600 denti di squalo. I fossili analizzati sembrano risalire da predatori presenti sulla Terra da 72 a 56 milioni di anni fa. I denti degli squali, a differenza dei loro scheletri cartilaginei, riescono a conservarsi quasi perfettamente grazie alla fossilizzazione. Osservando e analizzando la variazione della forma dei denti, in particolare nell’altezza e nell’ampiezza della corona, gli scienziati sembrano aver potuto stilare un’accurata descrizione dell’evoluzione dei grandi pesci cartilaginei. La ricerca sembra aver infatti dimostrato che dopo l’estinzione degli squali, il numero dei predatori lamniformi, dotati di una particolare dentatura a corona bassa e triangolare, ha subito un grande declino. Sembra invece essere aumentata, in quel periodo, la presenza degli squali carcharhiniformi.

Catena alimentare compromessa

L’estinzione sembra dunque aver influito profondamente sul destino dei lamniformi. Attualmente esistono solo 15 specie conosciute di questo particolare predatore; sono invece note più di centinaia varietà di carcharhiniformes, tra cui gli squali martello. Non è ancora conosciuta la reale motivazione di questo cambiamento; è pero possibile, come spiegano i ricercatori, che l’estinzione abbia colpito la fonte alimentare preferita dagli squali. I predatori bianchi attuali, che fanno parte dei lamniformi, per esempio, si nutrono di qualsiasi specie marina, dai cefalopodi alle foche. È dunque probabile che gli antichi lamniformi, vedendosi privati della loro fonte nutrizionale principale, si siano dovuti adattare nuovamente all’ambiente circostante, vedendosi così sopraffare dalla specie rivale, che ha invece potuto beneficiare di un sostanziale aumento, nelle acque, dei piccoli pesci ossei di cui si nutre.

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