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Influenza, ricercatori compiono nuovo passo verso vaccino universale

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2' di lettura

Un team di scienziati dell'Università del Michigan ha scoperto un anticorpo in grado di proteggere l'organismo dall'infezione del virus agganciandosi alla base dell'emoagglutinina, la proteina che permette all'agente patogeno di mutare continuamente 

La ricerca compie un altro importante passo avanti verso la realizzazione del vaccino universale contro l’influenza. Un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan, guidato dall’epidemiologo Aubree Gordon, ha scoperto un anticorpo in grado di proteggere l’organismo dall’infezione del virus agganciandosi alla base di una delle due proteine presenti sulla superficie dell’agente patogeno, l’emoagglutinina. Pubblicata sulla rivista Nature Medicine, la scoperta fa seguito a quella di poche settimane fa ad opera di un team di scienziati della Vanderbilt University e dello Scripps Institute, che ha identificato l’anticorpo capace di impedire al virus di mutare stagione dopo stagione.

Anticorpo si aggancia alla base della proteina

Gli attuali vaccini anti-influenzali sono differenti di anno in anno in quanto si agganciano alla testa dell’emoagglutinina, la parte della proteina che muta con maggiore facilità. Per questo motivo, alcuni scienziati ritengono che attaccare la sua base, caratterizzata da una struttura molto più stabile, potrebbe essere la soluzione per ottenere la preparazione efficace contro ogni ceppo virale, soluzione che potrebbe essere rappresentata proprio dall’anticorpo isolato da Gordon e dal suo team.

La ricerca in Nicaragua

Nell’ambito di una ricerca sull’influenza gli studiosi hanno esaminato per diversi anni un gruppo di persone in Nicaragua, seguendo per due settimane intere famiglie non appena un loro membro si ammalava. Gli scienziati hanno quindi potuto ottenere campioni di sangue e misurare i livelli di anticorpi, osservando poi se e quante persone vicine al soggetto infettato contraevano il virus a loro volta. In questo modo hanno identificato l'anticorpo che si lega alla base dell’emoagglutinina, il quale offre una protezione naturale in grado di abbassare del 42% il rischio di essere infettati dal virus H1N1. "Siamo i primi a dimostrare che gli anticorpi della base funzionano come protezione", ha affermato Gordon. "Questa è una grande notizia - ha concluso - perché supporta l'idea che questi anticorpi potrebbero consentire di progettare un vaccino antinfluenzale universale".  

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