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Il cervello delle donne è 3,8 anni più giovane di quello degli uomini

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3' di lettura

Lo sostiene uno studio dell’Università di Washington a St. Louis. La scoperta potrebbe fornire una spiegazione scientifica alla maggiore tendenza dei maschi a sviluppare patologie neurodegenerative nel corso degli anni

Gli uomini e le donne sono diversi tra loro anche per quanto riguarda l’età cerebrale. L’organo principale del sistema nervoso delle persone di sesso femminile è in media tre anni più giovane rispetto a quello dei maschi. A sostenerlo è uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Washington a St. Louis che ha monitorato il flusso di ossigeno e glucosio nel cervello di uomini e donne.
La scoperta potrebbe stravolgere le attuali conoscenze in ambito, dando una spiegazione scientifica alla maggiore tendenza degli individui di sesso maschile a sviluppare patologie neurodegenerative nel corso degli anni.

Scansionato il cervello di 205 persone

Per compiere la ricerca, pubblicata sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, gli esperti hanno scansionato il cervello di 205 individui.
Nello specifico, si sono serviti di una particolare pratica medica in grado di svelare i processi che regolano il funzionamento del cervello, la Tomografia a emissione di positroni (Pet).
Sono così riusciti a monitorare il flusso di ossigeno e glucosio nell’organo principale del sistema nervoso di 121 persone di sesso femminile e di 84 uomini.
Facendo valutare le informazioni ottenute a un’Intelligenza artificiale, in grado di compiere un’analisi incrociata di diversi fattori, i ricercatori hanno dimostrato che il cervello delle donne è 3,8 anni più giovane di quello degli uomini.
La differente età cerebrale tra maschi e femmine inizia a essere presente dai 20 anni di età e si protrae fino alla vecchiaia.
"Non è il cervello degli uomini a invecchiare più velocemente: in realtà gli uomini raggiungono l'età adulta circa tre anni dopo le donne e questa differenza persiste nel corso della vita",Manu Goyal, coordinatore dello studio.

Future ricerche incentrate sul metabolismo del cervello

La ricerca è unica nel suo genere in quanto, nonostante si fosse già a conoscenza del fatto che gli zuccheri giochino un ruolo principale nell’attivazione cerebrale e vengano assimilati in maniera differente nel corso degli anni, pochi studi finora hanno indagato l’esistenza di eventuali differenze metaboliche nel principale organo del sistema nervoso dei due sessi.
"Stiamo iniziando a capire come diversi fattori legati al sesso influenzano l'invecchiamento del cervello e la vulnerabilità alle malattie neurodegenerative", spiega Manu Goyal, coordinatore dello studio. "Analizzare il metabolismo del cervello potrebbe aiutarci a capire alcune delle differenze che appaiono tra uomini e donne quando si invecchia”.
La ricerca darà il via a una serie di test atti a svelare l’effettiva associazione tra il metabolismo del cervello e lo sviluppo di patologie neurodegenerative.  

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