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Via Lattea, scoperta popolazione di stelle lente e povere di metalli

1' di lettura

Un team di esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha individuato un’inedita serie di stelle presenti nel disco della nostra galassia. Ruotano in maniera lenta rispetto a ciò che si credeva (150 km al secondo) e sono “anemiche” 

Ruotano intorno al centro della Via Lattea a 150 chilometri al secondo invece che a 180 e sono particolarmente prive di metalli, quasi due volte rispetto alle altre stelle canoniche. La loro scoperta, che permette di valutare nuove ipotesi sul processo di formazione della galassia, ha visto protagonisti astronomi dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Torino, guidati da Daniela Carollo. Lo studio ha visto anche la pubblicazione di un articolo sulla rivista “The Astrophyiscal Journal”.

I dettagli dello studio

Lo studio, basato composizione chimica di un campione di stelle nelle vicinanze del Sole, ha svelato dunque che le stelle che costituiscono il disco spesso della Via Lattea, appartengono a due differenti popolazioni stellari, a loro volta con caratteristiche differenti, e non ad una sola come si pensava. In un articolo apparso proprio sul portale dell’Inaf, gli esperti spiegano che la nuova componente del disco spesso della Galassia, denominata “metal weak thick disk” (disco spesso povero di metalli) si distingue da quella classica, detta “thick disk” (disco spesso), nello specifico per la velocità di rotazione attorno al centro galattico e per la composizione chimica. Le stelle che compongono il secondo hanno una velocità di rotazione di circa 180 km al secondo, mentre quelle del primo ruotano più lentamente, a circa 150 km al secondo. Le stelle appartenenti al “metal weak thick disk” sono inoltre composte da meno metalli, in un rapporto di quasi due volte rispetto a quelle del “thick disk” e hanno un’altra caratteristica peculiare: sono dotate di una maggiore energia, proprietà che le permette di raggiungere distanze dal piano galattico più elevate. “Erano più di vent’anni che si cercava di risolvere questo puzzle”, ha commentato Daniela Carollo. “Infatti, si pensava che il ‘metal weak thick disk’ non fosse altro che un’estensione del disco spesso e non una popolazione indipendente con origini astrofisiche diverse”.

Le ipotesi degli esperti

Queste differenze rilevate tra il “thick disk” e il “metal weak thick disk”, vale a dire la velocità e la chimica delle loro stelle, suggerisce agli esperti che i due dischi abbiano avuto una origine diversa durante il processo di formazione della Via Lattea. La vera domanda, a questo punto, è: come è stata possibile la formazione di un secondo disco spesso nella via Lattea? Al momento gli astrofisici possono avanzare solamente delle ipotesi sono molteplici, una di queste sarebbe che il “metal weak thick disk”, potrebbe essere più vecchio del “thick disk” e le stelle che lo compongono potrebbero essere state energizzate da una fusione di una galassia satellite nana con la Via Lattea, durante i suoi primi periodi di formazione. Successivamente, la fusione di una seconda galassia satellite avrebbe dato origine al “thick disk”. Questa, come anche altre ipotesi, verranno ora testate attraverso modelli teorici e simulazioni di formazione di galassie, proprio come la Via Lattea.

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