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Spazio, la capsula Soyuz è rientrata sulla Terra con 3 astronauti a bordo

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2' di lettura

Con essa rientrano dalla Stazione Spaziale Interzionale gli astronauti Alexei Ovchinin, ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale, Nick Hague e Hazzaa al-Mansoori 

La capsula Soyuz, partita dalla Stazione Spaziale Internazionale, è atterrata con successo sulla Terra, in Kazakistan.
Con essa rientrano tre astronauti che negli scorsi mesi hanno lavorato sull’ISS a fianco di Luca Parmitano: il russo Alexei Ovchinin, ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale, l'americano Nick Hague e Hazzaa al-Mansoori, il primo astronauta degli Emirati Arabi.

Ovchinin e Hague sono rimasti in orbita per più di 6 mesi

Alexei Ovchinin e Nick Hague sono rimasti in orbita per più di 6 mesi: sono arrivati sull’ISS il 14 marzo insieme alla collega Christina Koch della Nasa.
Koch rimarrà in orbita probabilmente fino a febbraio 2020, la sua lunga presenza sull’ISS servirà a studiare gli effetti di un viaggio spaziale di lunga durata sul corpo femminile: dati preziosi per le future missioni umane sulla Luna e su Marte.
Nick Hague, dopo essersi sottoposto alle consuete visite mediche, andrà a Houston; Ovchinin e Almansoori, invece, sono diretti in Russia.

Luca Parmitano assume il comando della Stazione Spaziale Internazionale

Il ritorno della capsula Soyuz sulla Terra ha segnato ufficialmente l’inizio della missione Expedition 61 e della seconda parte della missione Beyond che vedono AstroLuca nelle vesti di comandante.
Luca Parmitano, da ieri, 2 ottobre 2019, è ufficialmente il primo astronauta italiano e il terzo europeo ad assumere in comando dell’ISS. "Grazie all'Europa e all'Italia": queste sono state tra le prime parole pronunciate da Luca Parmitano poco dopo il passaggio di consegne da parte del collega russo, trasmesso su Nasa Tv.  AstroLuca guiderà anche una delle cinque passeggiate spaziali in programma a novembre. “È la prima volta che un astronauta non americano riveste il ruolo di leader di un'attività extra-veicolare", ha dichiarato Bernardo Patti, capo del Gruppo esplorazione dell'Esa. “È un grande onore per l'Italia e il merito va soprattutto al fatto che Luca Parmitano riesce a mettere insieme nel suo lavoro una grandissima professionalità e una profonda umanità”. 

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