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Il pianeta ‘che non dovrebbe esistere’: gigante intorno a piccola stella

I titoli di Sky tg24 delle 8 del 30/09

2' di lettura

Il corpo celeste dalle dimensioni gioviane viene descritto in un nuovo studio: contro ogni calcolo, orbita intorno a una piccola stella a 30 anni luce dalla Terra, gli astronomi si interrogano sulla sua formazione 

‘Un pianeta che non dovrebbe esistere’. Così gli astronomi dell’Università di Berna intitolano il proprio studio relativo a un corpo celeste gigante che, contro ogni previsione, orbita intorno a una stella di piccole dimensioni. La strana coppia è formata dal pianeta GJ 3512b, con una massa pari a circa la metà di quella di Giove, e la nana rossa GJ 3512: la vicinanza tra questi due oggetti cosmici smentisce i calcoli degli scienziati, secondo cui una stella simile dovrebbe avere nelle vicinanze soltanto pianeti di piccola taglia e non dalle dimensioni gioviane come accade in questo caso.

La stella che ha sorpreso gli astronomi

Come spiegato nello studio pubblicato su Science, al quale ha preso parte anche Luigi Mancini di Inaf e Università di Tor Vergata, la scoperta si deve al consorzio chiamato Carmenes, che ha installato un nuovo strumento nell’osservatorio spagnolo di Calar Alto proprio allo scopo di individuare i pianeti che orbitano intorno a piccole stelle. Le osservazioni della nana rossa GJ 3512, situata a 30 anni luce dalla Terra, hanno però dato risultati sorprendenti. Secondo Christoph Mordasini, tra gli autori dello studio, “intorno a stelle di questo genere dovrebbero esserci solamente pianeti della taglia della Terra o con una massa simile alle super-Terre”, ma GJ 3512b smentisce questi calcoli e tutti i modelli teorici stilati in precedenza, vista la somiglianza con Giove in termini di dimensioni. Il pianeta impiega circa 200 giorni a completare un’orbita intorno alla nana rossa, che proprio in virtù della massa anormale del ‘compagno’ tende ad allontanarsi e avvicinarsi regolarmente dalla Terra.

Un pianeta non previsto dalle teorie scientifiche

Mancini ammette che in seguito alle osservazioni effettuate “pensavamo di trovare pianeti rocciosi piccoli e non un gigante come Giove”. Normalmente, secondo quanto previsto dalle teorie attuali, le nane rosse “formano dischi di accrescimento da cui nascono poi i pianeti, troppo piccoli e con una quantità di materia, gas e polveri insufficienti a formare pianeti giganti”. Per questo motivo gli astronomi ipotizzano che GJ 3512b possa essersi formato seguendo un processo differente, definito di collasso gravitazionale. Tuttavia, anche questa versione presenterebbe delle incongruenze in virtù delle caratteristiche del pianeta, motivo per cui la scoperta potrebbe presto “migliorare le nostre conoscenze relative alla formazione di corpi celesti intorno a stelle di questo tipo”, conclude Mancini.

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