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Giove, la grande macchia rossa è sempre più piccola

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3' di lettura

Un video realizzato dall'astrofilo Marco Vedovato dimostra che l'enorme tempesta in corso da almeno tre secoli si sta placando e con essa anche il suo segno più evidente si sta riducendo

La grande macchia rossa di Giove, descritta per la prima volta quasi quattro secoli fa, si sta restringendo. La tempesta più imponente del Sistema solare si sta infatti calmando e di conseguenza anche il suo segno più evidente si sta rimpicciolendo. A testimoniare questo fenomeno è il video realizzato da Marco Vedovato, membro dell'Unione Astrofili Italiani (Uai) e impegnato nel progetto internazionale Jupos (Database for Object Positions on Jupiter), il più grande archivio digitale al mondo dedicato a Giove, al cui interno sono contenuti oltre un milione di dati, tra cui anche disegni risalenti a tre secoli fa.

Da maggio riduzione di oltre 3.000 chilometri

La macchia è il segno visibile di un’enorme tempesta che si sta abbattendo nei pressi dell’equatore di Giove da almeno trecento anni, talmente grande da poter contenere tre pianeti dalle dimensioni pari a quelle della Terra. A partire dal secolo scorso, il diametro di questo ciclone ha iniziato a diminuire e negli ultimi due decenni la sua riduzione ha accelerato in maniera notevole, a un ritmo di quasi mille chilometri l’anno. Il filmato realizzato da Vedovato unendo le immagini ottenute da 12 astrofili tra il 26 maggio e il 6 giugno 2019 non fa altro che confermare questa tendenza. "Da metà maggio la riduzione della grande macchia rossa è stata di 3.000 chilometri, pari a circa il 20% delle sue dimensioni", ha spiegato l’astrofilo. Inoltre, nelle ultime settimane gli esperti hanno osservato enormi quantità di gas venire proiettate lontano dalla macchia. "Un fenomeno - ha aggiunto Vedovato - che non avevamo mai visto prima ed è stato confermato dalle previsioni del progetto Jupos".

Il 10 giugno Giove raggiungerà la distanza minima dalla Terra

Nel frattempo, Giove si sta avvicinando sempre di più alla minima distanza dalla Terra, che raggiungerà il prossimo 10 giugno, quando verrà a trovarsi a meno di 641 milioni di chilometri. Il gigante gassoso apparirà nella costellazione dell’Ofiuco e la sua luminosità sarà quattro volte maggiore rispetto a quella di Sirio, la stella più brillante del firmamento. Per osservarlo basterà guardare verso Sud-Est intorno alla mezzanotte. "Sarà un'ottima occasione per studiare da vicino la metamorfosi della più grande tempesta del Sistema Solare”, ha concluso Vedovato.

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