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Oumuamua non ha origini aliene: è un oggetto con caratteristiche uniche

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2' di lettura

Un nuovo studio basato sull’analisi di lavori precedenti smentisce l’ipotesi del veicolo alieno spedito a esplorare la Terra. Potrebbe trattarsi di una cometa, anche se manca la chioma di polvere e gas 

Nei mesi scorsi, l’oggetto cosmico Oumuamua aveva stuzzicato la fantasia di esperti e appassionati di astronomia. Un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy fuga ogni dubbio, sempre che qualcuno ne avesse ancora: l’intruso del Sistema Solare non è un’astronave aliena. Già al tempo delle suggestive ipotesi diffuse a novembre 2018, l’Inaf aveva consigliato di interpretare tali teorie “come un divertissement”. Un’ulteriore conferma arriva ora dai ricercatori dell’Università del Maryland, che analizzando studi realizzati in precedenza avrebbero accertato l’origine naturale di Oumuamua, pur ammettendo che quest’ultimo possiede caratteristiche mai osservate prima nel Sistema Solare.

Perché Oumamua non è un veicolo alieno

La curiosa forma che richiama un sigaro, l’accelerazione anomala e una traiettoria fuori dal comune avevano portato due astronomi dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics ad avanzare la singolare ipotesi che Oumuamua potesse essere un veicolo spedito da una civiltà aliena per studiare la Terra. Tuttavia, la maggior parte delle caratteristiche del primo oggetto esterno a fare capolino nel Sistema Solare sarebbe spiegabile da molti fenomeni naturali. Secondo Matthew Knight, che ha coordinato lo studio, i risultati ottenuti dall’analisi delle ricerche precedenti mostrano che “le proprietà di Oumuamua sono compatibili con un’origine naturale, mentre la spiegazione relativa a una provenienza aliena è ingiustificata”. Il colore rosso, infatti, sarebbe simile a quello di molti altri piccoli oggetti del Sistema Solare, e l’accelerazione richiama quella delle comete.

La natura di Oumuamua

Knight ammette tuttavia che “non abbiamo mai visto nulla di simile a Oumuamua nel nostro Sistema Solare”. Ad esempio, i ricercatori non hanno trovato tracce di quella chioma di polvere e gas “che circonda le comete attive” e che spiegherebbe l’accelerazione del misterioso oggetto avvistato per la prima volta nel 2017. Proprio in virtù delle caratteristiche uniche, gli autori del nuovo studio vogliono evitare classificazioni troppo rigide, preferendo la definizione più generica di “oggetto”, come riporta Reuters. Per quanto riguarda la provenienza, gli astronomi ipotizzano che Oumuamua sia stato espulso da un sistema planetario molto distante, attraversando lo spazio interstellare prima di giungere nel Sistema Solare. Il normale percorso dovuto unicamente all’attrazione gravitazionale del Sole sarebbe poi stato modificato da emissioni di gas quasi impercettibili provenienti dalla superficie, una caratteristica condivisa con le comete.

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