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Asteroide Bennu: la sonda Nasa Osiris-Rex mai così vicina

2' di lettura

Il veicolo ha raggiunto la distanza di 680 metri dalla superficie di Bennu. Durante la fase Orbital B scatterà foto per comprendere meglio l’espulsione di particelle verso lo spazio osservata in precedenza 

La sonda della Nasa Osiris-Rex non è mai stata così vicina all’asteroide Bennu, il proprio obiettivo di studio. Con una manovra che ha segnato l’inizio di una nuova fase della missione, nota come Orbital B, il veicolo spaziale si è infatti avvicinato ulteriormente al corpo celeste, orbitando a soli 680 metri dalla sua superficie. Osiris-Rex ha così superato il proprio record ‘personale’ di pochi mesi fa, riconfermandosi come la sonda con l’orbita più vicina in assoluto a un corpo planetario. Studiando Bennu da questa breve distanza, il veicolo potrà osservare più nel dettaglio alcuni fenomeni osservati nei mesi scorsi.

Nasa, Osiris-Rex studierà Bennu da vicino

La missione Osiris-Rex è partita nel settembre 2016 con l’obiettivo di analizzare da vicino l’antichissimo asteroide Bennu, che potrebbe contenere indizi preziosi per ricostruire i ‘primi giorni' del Sistema Solare. Dopo aver terminato il proprio viaggio, la sonda della Nasa ha iniziato a orbitare intorno al corpo celeste, notando l’espulsione di particelle dalla superficie verso lo spazio. Durante la fase Orbital B, orbitando alla distanza record di 680 metri da Bennu, Osiris-Rex osserverà questi eventi scattando frequentemente delle foto dell’orizzonte dell’asteroide. In seguito, la sonda mapperà il sasso cosmico nel dettaglio utilizzando la maggior parte degli strumenti scientifici a bordo.

La sonda raccoglierà campioni dell’asteroide da analizzare

Le misurazioni di Bennu saranno particolarmente utili per scegliere il sito migliore da cui raccogliere campioni dell’asteroide che saranno poi analizzati. Al termine di questo periodo, Osiris-Rex si allontanerà nuovamente dal corpo celeste durante la fase Orbital C, che vedrà la sonda a 1,3 chilometri di distanza dalla superficie. In autunno la Nasa prevede di stilare una lista di quattro luoghi potenzialmente adatti per ottenere i campioni, che verranno poi raccolti nell’estate 2020 prima che Osiris-Rex rientri sulla Terra nel 2023. Tra i fossili del Sistema Solare nel mirino degli scienziati c’è anche l’asteroide Ryugu, sul quale è approdata la sonda giapponese Hayabusa-2.

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