Il Sole ha una doppia personalità, lo svela uno studio

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Il campo magnetico esterno dell’astro segue un ritmo diverso rispetto a quello interno. La scoperta è stata presentata dai ricercatori dell’Università del Colorado di Boulder durante il convegno della Società Astronomica Americana 

I risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Colorado di Boulder indicano che il Sole ha una ‘doppia personalità’: il suo campo magnetico esterno segue un ritmo diverso rispetto a quello interno. Per giungere a questa conclusione, i fisici Loren Matilsky e Juri Toomre hanno creato una simulazione al computer per studiare l’interno della stella (paragonato dai due ricercatori a “una pentola sferica di acqua bollente”). Durante la loro analisi, hanno individuato delle differenze fra il campo magnetico esterno del Sole e quello interno. La scoperta è stata presentata durante il convegno della Società Astronomica Americana, in corso negli Stati Uniti (a Saint Louis).

I meccanismi del ciclo solare

Secondo Loren Matilsky e Juri Toomre, la scoperta potrebbe aiutare la comunità scientifica a ottenere una migliore comprensione dei meccanismi che regolano l’orologio interno del Sole. La stella, infatti, alterna momenti di intensa attività, caratterizzati dalla comparsa delle caratteristiche macchie solari, a periodi di relativa quiete. Il tutto avviene con regolarità, seguendo il cosiddetto ciclo solare (della durata di circa 11 anni). "Non sappiamo cosa regoli questo ciclo e perché, per esempio, alcuni cicli siano più violenti di altri", spiega Matilsky. "Quello che possiamo fare è monitorare l’attività del Sole e provare a riprodurla in laboratorio attraverso i supercomputer, nel tentativo di fare predizioni sul suo comportamento", conclude l’esperto.

Il campo magnetico del Sole è 10 volte più forte del previsto

Nel corso di un altro studio, il ricercatore David Kuridze, dell’Aberystwyth University, ha determinato che il campo magnetico del Sole è 10 volte più forte rispetto a quanto previsto in passato. Questa scoperta, potenzialmente in grado di fornire nuove informazioni sui processi dell’atmosfera solare, è stata resa possibile da un’osservazione effettuata da un telescopio situato nelle isole Canarie. Per Michail Mathioudakis, ricercatore della Queen’s University di Belfast e coautore dello studio, la ricerca, presente sul portale ArXiv, contiene “una serie di osservazioni uniche”.

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