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Marte, il rover Curiosity invia video mozzafiato delle nuvole che passano nel cielo

I titoli delle 18 di Sky tg24 del 31 maggio

2' di lettura

Nel filmato ripreso dal robot laboratorio della Nasa si vedono le nubi che passano nel cielo marziano, spinte dal vento. Probabilmente sono formate di ghiaccio d’acqua. Immortalarle serve a studiare la dinamica dell’atmosfera del pianeta

Un video straordinario, che mostra delle nuvole che si muovono nell'atmosfera marziana. Dopo le cartoline di albe e tramonti blu da Marte, spedite dalla missione InSight della Nasa, arriva il filmato inviato dal rover Curiosity: il robot laboratorio ha immortalato le nubi con le sue telecamere di navigazione Navcam il 7 maggio e il 12 maggio 2019. Lo ha reso noto la stessa Nasa su Twitter. Nelle immagini si vedono le nuvole filamentose illuminate dal Sole, simili ai cirri terrestri, che si muovono nel cielo di Marte, spinte dal vento. Secondo l'Agenzia spaziale americana sono probabilmente nuvole di ghiaccio d'acqua e si trovano a circa 31 chilometri dalla superficie.

Un fotogramma del video girato dal rover Curiosity (Video Nasa)

Lo studio dell’atmosfera

Filmare le nuvole per Curiosity non è un passatempo tra un'esplorazione e l'altra del cratere Gale, ma un'attività pianificata dai ricercatori della missione per studiare la dinamica dell'atmosfera di Marte, specialmente dopo aver confrontato le osservazioni di Curiosity con quelle raccolte dal lander InSight che si trova a circa 600 chilometri di distanza. Questo perché catturare le stesse nuvole da due punti panoramici, ad esempio, può aiutare a calcolare la loro altezza.

Le tracce di antichi laghi

Curiosity ha catturato le immagini durante una pausa dall'attività di perforazione che lo ha impegnato molto nel mese di maggio. Di recente ha infatti trapanato due rocce chiamate 'Aberlady' e 'Kilmarie', raccogliendo la maggiore quantità di minerali argillosi mai trovati durante la missione. Il risultato dimostra che la regione, posizionata su uno dei fianchi del Monte Sharp e chiamata “Unità di argilla”, ha ben meritato il suo nome. L'argilla si forma in presenza di acqua e secondo i ricercatori è probabile che le rocce nella zona si siano formate negli strati di fango di antichi laghi, dove l'acqua interagendo con i sedimenti ha lasciato un'abbondanza di argilla nelle rocce.

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