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Spazio, il lander Beresheet è entrato nell’orbita lunare

2' di lettura

Le complesse operazioni di indirizzamento sono andate a buon fine e Israele è diventato il settimo Paese a raggiungere questo risultato

Prosegue il viaggio del lander privato Beresheet verso la Luna. La capsula spaziale (il cui nome significa ‘In principio’ in ebraico) ha da poco abbandonato l’orbita terrestre ed è entrata in quella del satellite. Le complesse operazioni di indirizzamento sono state trasmesse in diretta dai mass media israeliani. Gli esperti dell’organizzazione privata SpaceIL (che ha ideato e progettato Beresheet) e dell’Industria aerea israeliana hanno confermato che la manovra è andata effettivamente a buon fine. Israele è così diventato il settimo Paese a inviare con successo un lander nell’orbita lunare.

La missione di Beresheet

Alla costruzione di Beresheet, realizzato da varie aziende e associazioni israeliane, ha contribuito anche l’Italia tramite il gruppo Leonardo. La capsula spaziale è stata lanciata lo scorso 22 febbraio da Cape Canaveral e nel corso delle ultime settimane ha inviato sulla Terra numerose immagini, tra cui un selfie col globo terrestre. La fotografia è stata pubblicata sull’account Twitter dedicato alla missione ed è stata condivisa anche dal profilo dell’Israel Space Agency (Isa). Beresheet dovrebbe atterrare sulla Luna l’11 aprile. La sua permanenza sul satellite naturale della Terra durerà solamente due giorni: in questo lasso di tempo il lander studierà i campi magnetici delle rocce lunari. I dati raccolti potrebbero consentire agli scienziati di ottenere delle informazioni preziose sul passato della Luna. Il buon esito della missione non solo renderebbe Israele il quarto Pase capace di realizzare un allunaggio (dopo l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti e la Cina), ma consentirebbe anche a SpaceIL di ricevere un premio di un milione di dollari da Google.

L’obiettivo di SpaceIL

L’organizzazione israeliana SpaceIL è stata fondata nel 2011 per partecipare a Google Lunar XPrize, una competizione nata per premiare con 30 milioni di dollari il primo team privato in grado di far atterrare con successo sulla Luna un rover. Pur non essendo riuscita a vincere il premio in denaro, la compagnia ha continuato a inseguire l’obiettivo di portare un veicolo spaziale sul satellite naturale della Terra ed è riuscita a raccogliere 100 milioni di dollari per realizzare Beresheet (rendendola la navicella più economica mai utilizzata in una missione lunare). 

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