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La missione Ariel per cercare la vita fuori dal Sistema Solare

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2' di lettura

Al via nel 2028, l'iniziativa dell'Esa analizzerà le atmosfere degli esopianeti con attenzione particolare per le superTerre, potenziali candidate a ospitare forme di vita 

Potrebbe essere Ariel a chiarire se esistano o meno le condizioni per la vita al di fuori del Sistema Solare. Atmospheric Remote-sensing Exoplanet Large-survey (Ariel) è il nome della missione dell’Agenzia Spaziale Europea che prenderà il via nel 2028, coordinata dall’italiana Giovanna Tinetti dell’University College di Londra. Analizzando le atmosfere dei tanti esopianeti incontrati lungo il proprio percorso, Ariel avrà inoltre l’obiettivo di fare luce sulla formazione e l’evoluzione nel tempo dei sistemi planetari. La maggiore attenzione riguarderà però le superTerre, a causa delle caratteristiche che rendono questi pianeti candidati a ospitare la vita.

Ariel: “Una seconda rivoluzione copernicana"

I risultati che l’Esa punta a ottenere durante i quattro anni di durata della missione Ariel potrebbero essere paragonati a “una seconda rivoluzione copernicana”, come ha dichiarato la stessa Giovanna Tinetti a margine delle 15 lezioni riguardanti la fisica degli esopianeti della cattedra Enrico Fermi organizzate dall’Università La Sapienza di Roma. Saranno infatti circa 1000 gli esopianeti da studiare, un campione piuttosto ampio dal quale “ci aspettiamo grandi sorprese - spiega Tinetti - sia dal punto di vista chimico che fisico che potrebbero smentire le nostre attuali conoscenze teoriche”. È iniziata negli anni ’90 la caccia a mondi situati fuori dal Sistema Solare, un percorso che ha portato alla scoperta fino ad oggi di circa 4000 pianeti.

Le superTerre esterne dal Sistema Solare

Il lavoro dei ricercatori, tuttavia, è tutt’altro che concluso poiché come ricorda Tinetti “la ricerca sui mondi esterni al Sistema Solare è un campo entusiasmante proprio perché c’è ancora un po’ tutto da scoprire”. Durante il proprio viaggio, Ariel esaminerà una grande varietà di corpi celesti con una particolare attenzione dedicata alle superTerre, che tendono a orbitare intorno a stelle meno calde e grandi ma più brillanti del Sole, con una massa intermedia tra quella della Terra e di Nettuno. Questo tipo di pianeti “non sono presenti nel Sistema Solare e hanno una grande diversità: alcuni di essi potrebbero essere buoni candidati a ospitare la vita”. Gli scienziati vogliono capire i motivi della varietà offerta dalla superTerre, allargando dunque i propri orizzonti: “È un po' come una seconda rivoluzione copernicana, in cui il Sistema Solare non è più un paradigma di come si dovrebbe presentare un sistema planetario”. 

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