L'Iss compie 20 anni, gli auguri di Parmitano

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Nel novembre del 1998 il lancio del primo modulo di quella che sarebbe diventata la più grande struttura in orbita mai realizzata. 'AstroLuca' si prepara al comando dell’Iss nel 2019

Vent’anni fa, il 20 novembre del 1998, nasceva la Stazione Spaziale Internazionale (Iss): il lancio del modulo russo Zarya rappresentava infatti il primo step per la realizzazione della struttura più grande realizzata in orbita. Passo dopo passo, diversi paesi hanno contribuito all’ampliamento del progetto, che è gestito da cinque agenzie spaziali: la Nasa, l’Esa, la giapponese Jaxa, la russa Roscosmos e la Csa, del Canada. Nel 2011 l’Italia ha dato il suo apporto concreto lanciando Leonardo, un modulo abitativo permanente, e nel 2019 Luca Parmitano diventerà il primo italiano a comandare l’Iss nella missione Beyond. Proprio ‘AstroLuca’ ha voluto festeggiare l’importante traguardo rilasciando alcune dichiarazioni dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, dove si sta addestrando. In collegamento con la sede dell'agenzia spaziale italiana di Tor Vergata, Parmitano ha illustrato gli esperimenti made in Italy che condurrà a bordo della Iss durante la sua permanenza in orbita. 7 esperimenti targati Asi frutto della collaborazione tutta italiana tra enti di ricerca, università e industria. 

L’Iss: un progetto internazionale

A partire dal novembre del 2000, la Stazione Spaziale Internazionale ha permesso la presenza ininterrotta dell’uomo nello spazio: in tutto, fino ad oggi, è stata infatti visitata da 230 persone provenienti da 18 nazioni diverse, tra cui cinque italiani, come Umberto Guidoni, il primo, e Samantha Cristoforetti. Si tratta di un laboratorio cosmico abitato dagli astronauti, che lavorano allo sviluppo di nuove tecnologie riguardanti l’esplorazione spaziale, e secondo Parmitano “è il più grande esempio di come sia possibile raggiungere un obiettivo importante al di là di qualsiasi ideologia”.

La Stazione Spaziale Internazionale visibile a occhio nudo

L’Iss è stata costruita pezzo dopo pezzo, aggiungendo gradualmente varie componenti con diverse funzioni: si va infatti dai moduli abitativi, o quelli che connettono tra loro le parti della stazione, ai pannelli a energia solare per raccogliere l’energia. Oggi l’ambiente, la cui costruzione è terminata nel 2011, è composto da svariate camere da letto, bagni e addirittura una palestra. L’Iss è situata ad un'altezza di circa 400 chilometri rispetto alla Terra, attorno alla quale orbita 16 volte al giorno, a una velocità di poco inferiore ai 29.000 km/h. In alcune circostanze è possibile osservare la Stazione Spaziale Internazionale a occhio nudo, sfruttando le indicazioni della stesa Nasa sul portale ‘Spot The Station’. Per Parmitano, l’Iss rappresenta “un percorso che dal sogno mi ha portato al primo volo e che ora mi porta vicino al raggiungimento di un altro obiettivo importante, che è il comando della stazione orbitale”. 

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