Scoperti nuovi criteri per definire 'abitabile' un pianeta

Le immagini dello Spazio (Getty IMages)
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Secondo uno studio della Pennsylvania University, la Terra potrebbe non essere l'unico: la tettonica delle placche non sarebbe infatti un requisito indispensabile 

Non saremmo soli nell'Universo: la Terra potrebbe non essere l'unico pianeta abitato dell'intero Sistema Solare. Addirittura, secondo quanto emerso da uno studio condotto dalla Pennsylvania University, il numero di organismi viventi potrebbe essere assai elevato. Gli scienziati statunitensi suggeriscono che la tettonica delle placche, a lungo considerata come uno dei requisiti fondamentali per generare condizioni idonee alla nascita della vita, non sarebbe in realtà così indispensabile.

L'importanza del calore

I risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Astrobiology, hanno infatti evidenziato come sarebbe in realtà assai più importante la presenza di fonti in grado di generare calore. Sulla Terra, questo particolare compito spetta all'anidride carbonica, che è in grado di aumentare il calore superficiale attraverso l'effetto serra.
"I vulcani rilasciano gas nell'atmosfera e, attraverso l’attività di diversi agenti, l'anidride carbonica viene estratta dall'atmosfera e assorbita in rocce superficiali e nei sedimenti", spiega Bradford Foley, professore di Geoscience presso la Penn State. E' il bilanciamento di questi due processi a mantenere l'anidride carbonica a un livello tale nell'atmosfera da consentire la nascita e il mantenimento della vita. La maggior parte dei vulcani della Terra si trova al confine delle faglie tettoniche, motivo per cui si riteneva che la tettonica delle placche ricoprisse un ruolo determinante per la vita.

Ricreare il ciclo di vita di un Pianeta

Bradford Foley e Andrew Smye, un assistente del docente della Penn State, hanno ideato un modello informatico in grado di ricreare il ciclo di vita di un pianeta. I due ricercatori hanno esaminato la quantità di calore che un pianeta potrebbe mantenere in base a un valore iniziale di calore e al numero di elementi in grado di riprodurlo presenti nel momento in cui un corpo celeste si genera. Dopo aver eseguito centinaia di simulazioni, variandone le dimensioni e la composizione chimica, i ricercatori hanno scoperto che anche nei pianeti senza una tettonica delle placche possono sorgere le condizioni per cui l'acqua allo stato liquido resista miliardi di anni. Addirittura, questi sarebbero in grado di sostenere l'esistenza di esseri viventi per oltre quattro miliardi di anni, all'incirca l'età della Terra. Secondo il modello creato dai ricercatori, la presenza e la quantità di elementi in grado di generare calore sarebbero gli indicatori migliori per misurare il potenziale di un pianeta nel sostenere la vita.

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