Nasa, la storia della sonda InSight che studierà Marte

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Le analisi effettuate dal veicolo spaziale sul corpo celeste consentiranno agli scienziati di comprendere meglio il processo di formazione dei pianeti terrestri del sistema solare 

InSight (L'ATTERRAGGIO) è una missione spaziale finalizzata all’esplorazione del suolo marziano. Nel maggio del 2011 è stata selezionata assieme ad altre due proposte nell’ambito del Programma Discovery. Lo sviluppo della sonda destinata a esplorare il pianeta rosso è stato portato avanti dal Jet Propulsion Laboratory, in collaborazione con varie realtà europee e giapponesi. Il costo complessivo della missione dovrebbe raggiungere i 425 milioni di dollari.

La missione

Sono stati necessari sette anni per costruire il veicolo spaziale e renderlo pronto al lancio, avvenuto con successo il 5 maggio 2018. Dopo sette mesi di permanenza nello spazio, InSight è ora pronto a compiere la missione per cui è stato programmato: esplorare le profondità di Marte per comprendere il processo di formazione dei pianeti terresti del sistema solare.
Per raggiungere quest’obiettivo, la sonda studierà la struttura interna del pianeta rosso utilizzando gli strumenti di cui è dotata, tra cui un sismometro, utile a rilevare eventuali terremoti, e un sensore in grado di misurare il flusso termico, entrambi alimentati tramite dei pannelli fotovoltaici. Durante la sua missione (della durata di due anni) InSight dovrà, inoltre, raccogliere dei dati sulle caratteristiche geofisiche di Marte, sulla sua attività tettonica e sulle conseguenze dell’impatto dei meteoriti sulla superfice del corpo celeste.

Il contributo dell’Italia nel progetto

L’Italia ha dato un contributo importante alla costruzione di InSight. L’azienda Leonardo di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, ha realizzato, infatti, un sensore in grado di calcolare l’orientamento della sonda ogni decimo di secondo. Anche l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto Nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) hanno collaborato con la Nasa per garantire il successo della missione.

La strumentazione di InSight

Il sismometro, realizzato in Francia, consentirà al veicolo spaziale di percepire ogni singola vibrazione del suolo di Marte, dalle onde d’urto causate dall’impatto delle meteore ai movimenti del magma in profondità. In Germania è nato, invece, il sensore HP3 (Heat Flow and Physical Properties Package), che, tramite un braccio estensibile, può misurare la temperatura della superficie del pianeta fino a 5 metri di profondità. 

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