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Charles Darwin, chi era il padre della teoria dell'evoluzione

Charles Darwin è nato il 12 febbraio del 1809 in Inghilterra (foto: archivio Getty Images)
3' di lettura

Ecco le tappe principali della vita della naturalista inglese ripercorse nel Darwin Day, la celebrazione che si tiene ogni anno il 12 febbraio in occasione dell’anniversario della sua nascita

Ogni anno il 12 febbraio si celebra il Darwin Day, la giornata dedicata a Charles Darwin, biologo e naturalista inglese che con le sue opere ha contribuito a rivoluzionare il pensiero scientifico. La scelta della data non è casuale perché, proprio in questo giorno, cade l'anniversario della nascita dello studioso. Ecco le tappe principali della sua vita e le principali scoperte che hanno segnato i suoi studi.

La nascita del padre dell'evoluzionismo

Charles Darwin nasce a Shrewsbury in Inghilterra il 12 febbraio del 1809. Cresciuto in una famiglia benestante, si iscrive nel 1825 alla facoltà di medicina di Edimburgo per poi abbandonarla due anni più tardi. Trasferitosi all'università di Cambridge, mostra una grande passione per la ricerca, in particolare in campo naturalistico. I suoi interessi lo spingono a intraprendere un viaggio intorno alle coste dell'America meridionale sulla Beagle, un brigantino della Royal Navy. Il capitano della nave, infatti, chiese di avere un naturalista a bordo per poter descrivere tutte le specie animali e vegetali che avrebbero incontrato nel corso della spedizione e Cambridge propose proprio Darwin, che salperà nel 1831. Il viaggio durerà cinque anni e, al suo ritorno nel Regno Unito, il naturalista inglese avrà accumulato una grande quantità di materiali e appunti, frutto della sua esperienza sul campo.

L'origine delle specie

L'opera che ha reso celebre Darwin e, al contempo, ha rivoluzionato tutto il pensiero scientifico sull'evoluzione, è senza dubbio "L'origine delle specie" (il titolo originale è "On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life"), pubblicata nel 1859. In questo lavoro, lo studioso sostiene che variazioni ereditarie favorevoli alla sopravvivenza in un determinato ambiente tenderebbero a diventare sempre più frequenti nel passaggio generazionale, attraverso un processo definito dallo stesso Darwin di "selezione naturale". Le osservazioni naturalistiche e le analisi comparative sui campioni raccolti lo portano a concludere che tutti gli esseri viventi sono sottoposti a cambiamenti evolutivi nel succedersi nelle generazioni. La teoria evolutiva di Darwin avrà conferma scientifica agli inizi del ventesimo secolo con le leggi di Mendel sull'ereditarietà dei caratteri, all'origine della genetica moderna. Soltanto su un punto – quello dell'ereditarietà – il biologo inglese verrà smentito dalle successive scoperte in campo genetico, ovvero la teoria, ripresa da Jean-Baptiste de Lamarck, secondo la quale l'uso (o meno) di alcuni caratteri ereditari durante la vita possa inficiare sulla loro trasmissione alla generazione seguente.

Sepolto vicino a Newton

A tre anni di distanza dal ritorno in Gran Bretagna a seguito della spedizione sulla Beagle, Darwin sposa la cugina Emma Wedgwood. La coppia ha dieci figli, tre dei quali, però, muoiono precocemente, ancora infanti. Il lungo viaggio in Sud America, intanto, ha delle ripercussioni negative sulla salute dello studioso britannico che è costretto, per questo, a ritirarsi in campagna, nella regione del Kent, a Downe, dove si è spento all’età di 73 anni. Darwin riceve i funerali di stato e viene sepolto nell’abbazia di Westminster, a pochi passi da Isaac Newton.

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