Scoperte in un dente tracce di Dna di un Neanderthal di 80mila anni fa

Scienze
Università di Bologna

Si tratta del più antico genoma mitocondriale dell'Europa centro-orientale. A guidare la ricerca esperti dell’Università di Bologna

Analizzando un dente molare, ritrovato nel 2007 nella grotta di Stajnia in Polonia, è stato scoperto il più antico genoma mitocondriale di un Neanderthal mai rinvenuto prima nell'Europa centro-orientale, un Dna che risale a 80mila anni fa. Lo studio coordinato dalla professoressa Sara Talamo del dipartimento di Chimica dell'Università di Bologna è stato pubblicato su "Scientific Reports", rivista del gruppo 'Nature'.

L’importanza della scoperta

approfondimento

Scoperto dente di un bambino di Neanderthal del Nord Italia

 

Il risultato ottenuto dagli studiosi è particolarmente importante per comprendere un periodo cruciale della storia dell'uomo di Neanderthal quando l'ambiente era caratterizzato da un'estrema stagionalità e alcuni gruppi si disperdevano ad est verso l'Asia centrale. E rispetto al quale oggi c'è un numero limitato di reperti studiati dal punto di vista genetico. "Si tratta - spiega Sara Talamo a Unibo Megazine - di un reperto rinvenuto in un sito archeologico impegnativo, questo studio rappresenta un grande esempio di come l'orologio genetico molecolare possa essere incredibilmente efficace per definire cronologie che vanno oltre 55 mila anni fa" conferma Talamo, che ha avuto la collaborazione di Stefano Benazzi, professore al dipartimento di Beni culturali e di studiosi tedeschi e polacchi. "La morfologia del dente è tipica dell'uomo di Neanderthal - aggiunge - confermata anche dall'analisi genetica lo stato di usura della corona fa pensare che sia appartenuto ad un adulto".

Ricostruzione 3D del dente molare Stajnia S5000
Ricostruzione 3D del dente molare Stajnia S5000

Il dente molare Stajnia S5000

 

Il dente analizzato è stato scoperto nel 2007 durante uno scavo archeologico nella grotta di Stajnia diretto da Mikołaj Urbanowski – co-autore dello studio – assieme ad ossa di animali e ad alcuni strumenti di pietra. “Abbiamo prima scoperto che il genoma mitocondriale di Stajnia S5000 era il più vicino a resti neanderthaliani trovati nella grotta di Mezmaiskaya, nel Caucaso, e abbiamo quindi utilizzato l'orologio genetico molecolare per determinare l’età approssimativa del dente” commenta Mateja Hajdinjak, ricercatrice presso l’Istituto Max Planck di Antropologia Evolutiva che ha contributio alla ricerca. “Dal punto di vista geografico, la scoperta di questo dente ci permette di fissare nuovi punti cronologici sulla mappa di distribuzione delle informazioni genetiche dei neanderthaliani”. La collezione litica rinvenuta nella grotta di Stajnia presenta infatti una serie di caratteristiche comuni a siti importanti in Germania, in Crimea, nel Caucaso settentrionale e nella regione dei monti Altai. “Somiglianze che sono probabilmente il risultato della crescente mobilità dei gruppi di Neanderthal, i quali spesso si spostavano attraverso le pianure dell'Europa settentrionale e orientale inseguendo animali migratori adattati al freddo” si legge nel comunicato dell’Università di Bologna.

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