Asteroid Day 2020 a 112 anni dall'evento di Tunguska

Scienze

Si celebra oggi in tutto il mondo, attraverso numerosi eventi in streaming causa coronavirus, la giornata dedicata agli asteroidi. La data odierna, quella del 30 giugno, è stata scelta per celebrare l’anniversario del più importante evento esplosivo naturale registrato nella storia recente in prossimità della Terra, quelo avvenuto nel 1908 in una remota regione siberiana

Il 30 giugno, in tutto il mondo, si celebra l’Asteroid Day, progetto di sensibilizzazione ed educazione dell’opinione pubblica per ispirare curiosi e non solo sul mondo sugli asteroidi e su temi legati al loro ruolo nella formazione del nostro sistema solare, al possibile sfruttamento delle risorse che forniscono o ancora a come gli asteroidi possono spianare la strada per future esplorazioni e infine a come sia possibile proteggere il nostro pianeta dagli impatti di asteroidi. L’Asteroid Day, come si legge sul sito ufficiale e dove si pososno seguire tutti gli eventi correlati, è stato co-fondato nel 2014 da Brian May, astrofisico e celebre chitarrista dei Queen, insieme a Danica Remy, presidente della B612 Foundation, a Rusty Schweickart, astronauta americano che partecipò alla missione Apollo e al regista Grig Richters. Gli eventi legati a questa giornata, per l’edizione 2020 previsti completamente online causa coronavirus, si svolgono il 30 giugno di ogni anno e la data non è casuale, dato che è stata scelta per ricordare l'anniversario dell'impatto di Tunguska del 1908.

L’evento di Tunguska

approfondimento

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Quello che viene definito "evento di Tunguska", è uno dei momenti più significativi legati alla storia degli asteroidi e riguarda le conseguenze che si sono verificate in una sperduta e remota regione della Siberia, proprio la mattina del 30 giugno 1908, a seguito del possibile impatto o dell’esplosione, di quello che è sembrato essere un grande meteoroide. L’evento, le cui circostanze specifiche non sono state ancora svelate del tutto, ha visto l'esplosione, avvenuta a un'altitudine compresa tra 5 e 10 chilometri dalla superficie terrestre, di un oggetto che ha praticamente distrutto decine di milioni di alberi, su una superficie di oltre duemila chilometri quadrati, e generato un bagliore visibile a 700 km circa di distanza. Si tratta, dicono gli esperti, del più importante evento esplosivo naturale registrato nella storia recente in prossimità della Terra, tanto che l'onda d'urto dell'esplosione, paragonabile ad un terremoto di grado 8 della scala Richter, è riuscito quasi a far deragliare alcuni convogli della ferrovia transiberiana, di passaggio a 600 km dal punto di impatto. Tra le ipotesi più riconosciute dalla comunità scientifica e in seguito alle numerose spedizioni effettuate sul luogo, si ritiene che la causa del fenomeno sia stata l'esplosione di un asteroide di dimensioni comprese fra i 30 ed i 60 metri di diametro, in movimento ad una velocità di almeno 15 chilometri al secondo. L’impatto con l'atmosfera può aver contribuito a frantumare l'asteroide, la cui energia cinetica è stata convertita in energia termica. Quindi, la successiva vaporizzazione potrebbe aver causato la potentissima onda d'urto che ha colpito il suolo.

Alcuni argomenti dell’edizione 2020

Per avviare i programmi educativi legati all’Asteroid Day, giornata certicata anche dalle Nazioni Unite nel 2016, i membri fondatori hanno redatto e rilasciato una petizione per raccogliere il sostegno pubblico in favore del progetto e hanno invitato i governi ad accelerare il finanziamento dei programmi di studio e scoperta degli asteroidi. Oggi, questa petizione, la “100X Asteroid Declaration”, è stata firmata da centinaia di personalità di spicco in tutto il mondo, tra cui luminari nel campo della scienza, della tecnologia e da oltre 125 astronauti. Nell’edizione 2020, con eventi per l’Italia organizzati dal Virtual Telescope e dall’Unione Astrofili Italiana, tra i temi al centro del dibattito ci sarà il rientro, previsto a fine 2020, della sonda giapponese Hayabusa 2 dell'agenzia spaziale Jaxa, che riporterà sulla Terra alcuni campioni dell'asteroide Ryugu. Si parlerà poi anche del rientro della sonda Osiris-Rex della Nasa, previsto nel 2023, che ad agosto dovrebbe raccogliere alcuni campioni dell’asteroide Bennu.

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