Giornata mondiale delle api, l’Onu: “Alti tassi di estinzione”

Scienze

E’ stata istituita, scegliendo la data del 20 maggio, dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nell’ottobre del 2017. Con l’obiettivo di sottolineare l’importanza della sopravvivenza di questi insetti che oggi sono in pericolo

Era il 18 ottobre 2017, quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite scelse il 20 maggio per celebrare la Giornata mondiale delle api. La data non è casuale dal momento che coincide con la data di nascita di Anton Janša che nel XVIII secolo fu considerato un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia. Anche per il 2020, attraverso alcune iniziative online, l’Onu ha voluto porre l’accento sull’importanza delle api, lanciando un monito: “Le api sono in pericolo. I tassi di estinzione delle specie attuali sono da 100 a 1.000 volte più alti del normale a causa delle attività umane. Quasi il 35% degli impollinatori invertebrati, in particolare api e farfalle e circa il 17% degli impollinatori vertebrati, come i pipistrelli, stanno affrontando il pericolo di estinzione a livello globale”.

“Dipendiamo dalle api”

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Giornata mondiale delle api: quando e perché è stata istituita

L’Onu, si legge in un articolo presente sul proprio portale internet, sottolinea l’importanza di questi insetti, sintetizzando il concetto con un titolo: “Dipendiamo tutti dalla sopravvivenza delle api”. L'impollinazione, dicono infatti gli esperti è un processo fondamentale per la sopravvivenza dei nostri ecosistemi. Quasi il 90% delle specie di piante selvatiche a fioritura mondiale dipendono, interamente o almeno in parte, dall'impollinazione degli animali, insieme a oltre il 75% delle colture alimentari del mondo e il 35% delle terre agricole globali. Non solo gli impollinatori contribuiscono direttamente alla sicurezza alimentare, ma sono fondamentali per preservare la biodiversità. L’Onu ha scelto di istituire la Giornata mondiale delle api proprio con l'obiettivo di rafforzare le misure volte a proteggere questi insetti ma anche altri impollinatori, la cui sopravvivenza potrebbe contribuire “in modo significativo a risolvere i problemi relativi alla fornitura alimentare globale e ad eliminare la fame nei Paesi in via di sviluppo”.

Uno spunto attuale

Uno spunto attuale arriva dall’attuale emergenza sanitaria. “La recente pandemia di Covid-19 ha avuto un innegabile impatto sul settore dell'apicoltura, interessando la produzione, il mercato e, di conseguenza, i mezzi di sussistenza degli apicoltori”, scrive l’Onu. Anche per questo motivo, la Giornata mondiale delle api 2020 si concentrerà sulla produzione delle api e sulle buone pratiche adottate dagli apicoltori per sostenere i loro mezzi di sussistenza e fornire prodotti di buona qualità. Un evento virtuale, dal titolo "Bee Engaged", metterà in evidenza l'importanza delle conoscenze tradizionali relative all'apicoltura. Lo si potrà seguire, a partire dalle 12 ora italiana, accedendo alla pagina web dedicata.

Agire ora

“Dobbiamo agire ora”. Con questo messaggio, infine, l’Onu segnala ancora una volta l’importanza di un’azione mirata. Se, infatti, la tendenza sui tassi di estinzione delle api non si arresterà, “le colture di frutta, noci e molte altre colture orticole saranno sostituite sempre più da colture di base come riso, mais e patate, che alla fine porteranno da una dieta squilibrata”. Pratiche di allevamento intensivo, cambiamenti nell'uso del suolo, utilizzo di pesticidi e temperature più elevate associate ai cambiamenti climatici sono tutti nemici delle api e quindi del cibo che coltiviamo. Un atto concreto può essere quello di appoggiare  l'iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) "Save Bees and Farmers! Verso un'agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano". Si tratta di una proposta di direttiva europea di iniziativa popolare: viene presentata al parlamento europeo se raggiunge un milione di firme in almeno 7 Paesi dell'Unione. La richiesta dell'Ice è eliminare completamente i pesticidi di sintesi dai campi entro il 2035, partendo dalle sostanze più pericolose, con un primo step dell'80% al 2030. Si chiede anche di ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole, perché l'agricoltura possa diventare una forza motrice per il recupero della biodiversità. In Europa, dicono gli esperti, è a rischio estinzione una specie su dieci.

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